Roncopatia: i migliori rimedi per contrastarla
Roncopatia: i migliori rimedi per contrastarla
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Roncopatia: i migliori rimedi per contrastarla

roncopatia

Roncopatia: che cos'è, e quali sono i rimedi per contrastarla e curarla definitivamente? Andiamo a scoprire insieme questo disturbo piuttosto diffuso


Sono abbastanza convinto che se vi parlassi di roncopatia, molti di voi mi guarderebbero straniti, quasi a dire “che?”! Se invece, per caso, vi parlo dell’altro nome con cui è conosciuta la roncopatia, ovvero “russamento cronico“, spesso e volentieri seguito da “apnee del sonno” che possono fare molto male a chi ne soffre, allora il quadro inizia a diventare più chiaro. Vediamo cosa sono.

Roncopatia

Il russamento (o roncopatia), spesso origine di conflitti di coppia, è provocato dalla vibrazione di alcune delle parti attraversate dall’aria durante la respirazione: il palato molle, l’ugola, la parte posteriore della gola, le tonsille, la lingua e l’epiglottide.
Solo in tempi recenti gli otorinolaringoiatri hanno compreso che esso può provocare conseguenze per la salute: può essere infatti il segnale d’allarme di una roncopatia cronica e della sindrome da apnea del sonno. Quest’ultima in particolare ha conseguenze durante la giornata: perdita di energia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, perdita di memoria, cambiamenti di umore, ansia o depressione.

Cosa produce il russamento? Qualsiasi ostacolo incontri la corrente d’aria nel tragitto tra il naso e i polmoni può esserne causa producendo turbolenze. Tra questi, le deviazioni del setto nasale, l’aumento del volume dei turbinati, polipi, un’ipertrofia delle tonsille palatine. Inoltre alcuni fattori come l’eccesso di peso, l’età, l’abuso di alcool e di tabacco, i sonniferi, l’affaticamento e lo stress sono altre cause da non sottovalutare.

La diagnosi fa uso di diversi strumenti: dopo la raccolta dell’anamnesi, si può procedere a visita otorinolaringoiatrica con rinomanometria, visita cardiologica e pneumologica con spirometria, visita allergologica ma soprattutto a polisonnografia. Questo esame consiste nella registrazione continua, durante il sonno del paziente, di diversi parametri fisiologici come il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione di ossigeno del sangue, l’elettrocardiogramma, i movimenti respiratori toracici e addominali e l’intensità dei suoni emessi.

Tra le terapie sono utili le regole dietetiche per ridurre i fattori che favoriscono la roncopatia: l’alcool e il tabacco prima di tutto. È inoltre utile una diminuzione di peso per ridurre i depositi di grasso nei tessuti della gola. Gli unici farmaci con una certa efficacia sono invece quelli che aiutano la ventilazione nasale. Esistono anche dei trattamenti chirurgici, oggi eseguibili in ambulatorio con anestesia locale, con lo scopo di migliorare la ventilazione nasale correggendo difetti anatomici specifici.

Apnea notturne

La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Obstructive Syndrome Apnea Syndrome: OSAS) viene definita dalla presenza di ripetuti episodi di ostruzione parziale o totale delle vie aeree superiori con sintomi associati quali il russamento e la sonnolenza diurna. Anche nel soggetto sano, nel corso del sonno, si verificano episodi di apnea (cessazione del flusso d’aria a naso e bocca di durata maggiore di 10 secondi).

Cinque episodi di apnea per ora di sonno o trentacinque episodi di apnea durante la notte rappresentano i valori di soglia normali rispetto alla condizione di OSAS. Questa sindrome condiziona la qualità di vita del paziente che presenta sonnolenza diurna, scarsa capacità di concentrazione e riduzione delle capacità lavorative. Pertanto l’OSAS determina un aumento del numero degli incidenti stradali e sul lavoro ed un incremento del rischio cardiovascolare.

L’OSAS è più frequente nei soggetti maschili (4%) di età compresa tra 40 e 65 anni. Con l’avanzare dell’età, la differenza di prevalenza tra i due sessi tende a diminuire. La menopausa sembra giocare un ruolo fisiopatologico importante nelle modificazioni del pattern respiratorio notturno. L’obesità rappresenta il maggior fattore di rischio per l’insorgenza dell’OSAS. La deposizione di grasso nei tessuti molli parafaringei porta ad una diminuzione del calibro del lume oro-ipofaringeo. Inoltre nell’obesità il diaframma viene sospinto in alto, questo comporta una riduzione dei volumi polmonari.

Tra i fattori predisponenti vanno menzionati i dismorfismi craniofacciali, l’ostruzione respiratoria nasale, il fumo, i farmaci (ansiolitici) e l’alcool, capaci di accentuare i disturbi respiratori nel sonno riducendo le risposte agli stimoli ipossici/ipercapnici, alterando i meccanismi di risveglio e determinando un’ ipotonia della muscolatura faringea. La severità della Sindrome OSAS viene distinta in base all’indice apnea-ipopnea (AIH), ossia al numero di apnee che si verificano per ora durante il sonno. Forme di OSAS lievi presentano un AIH compreso tra 5 e 15 episodi per ora; il quadro diventa moderato in caso di AIH compreso tra 15 e 30; severo in caso di numero maggiore di 30 per ora.

Diagnosi

Sono i familiari i primi ad accorgersi di una alterazione del sonno del paziente, riferendo tipicamente la presenza del russamento o roncopatia, intervallati da brevi periodi di arresto del respiro seguiti da rumori “come da soffocamento”. Ma una diagnosi accurata prevede diversi esami, tra cui l’esame polisonnografico. L’esame polisonnografico permette il monitoraggio dei parametri cardio-respiratori durante il sonno, quali flusso aereo oro-nasale, movimenti toracici ed addominali, rumori respiratori, saturazione d’ossigeno e frequenza cardiaca, fornendo una precisazione quantificazione del disturbo.

Dal referto dell’esame arrivano importanti informazioni sulla qualità del sonno del paziente come il tempo totale di sonno (TST), la latenza del sonno, la latenza del sonno REM e l’indice di qualità del sonno. Nell’analisi respiratoria vengono osservati il numero degli eventi respiratori, anche in relazione allo stadio del sonno ed alla posizione del corpo, e la loro tipologia, cioè se sono di natura centrale, ostruttiva o mista. Inoltre viene calcolato l’AIH che rappresenta l’indice più importante per definire il grado di OSAS.

L’analisi ossimetrica comprende una valutazione sulla saturazione di ossigeno durante il sonno e la veglia tramite l’indice di desaturazione d’ossigeno (ODI), espresso dal numero di eventi di desaturazione per ora ed il loro valore medio. La Sleep endoscopy è una valutazione delle prime vie aeree effettuata in Fibrolaringoscopia, ma con il paziente supino e sedato in sala operatoria dall’anestesista. Questo esame consente di evidenziare, durante il sonno indotto, i siti ostruttivi a livello nasale, oro-ipofaringeo e vestibolo laringeo.

Terapia

Una volta formulata la diagnosi di OSAS si deve passare all’approccio terapeutico che deve essere personalizzato su ogni singolo caso. La terapia medica si basa essenzialmente sulla modificazione dello stile di vita del paziente, sulla sospensione dell’utilizzo di fumo, alcool e sostanze farmacologiche sedative. Come norma andrebbe consigliato al paziente di non assumere una posizione supina durante il sonno e di intraprendere una dieta controllata per avere un calo ponderale drastico.

Il presidio terapeutico strumentale per i pazienti affetti da OSAS è rappresentato dalla terapia ventilatoria, che consiste nell’utilizzo di uno strumento che produce una pressione aerea positiva continua (Continuos Positive Air Pressure C-PAP) che viene erogata al paziente mediante una maschera nasale o facciale durante le ore di sonno. La maschera è collegata ad un piccolo compressore che insuffla una pressione aerea positiva in grado di vincere meccanicamente il collasso delle pareti delle vie aeree superiori.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica è possibile solo in casi selezionati. Con il termine di Roncochirurgia si raggruppano tutte le procedure chirurgiche finalizzate al trattamento delle alterazioni anatiomiche delle VAS responsabili dei disturbi respiratori durante il sonno, dal russamento semplice fino ai casi di OSAS grave. In linea generale il razionale della terapia chirurgica è basato sulla valutazione dei parametri cardiorespiratori e clinico ipnologici ( indice AHI e scala di Ephworth) e sulla identificazione dei siti ostruttivi. Gli interventi vanno adattati e personalizzati su ogni singolo paziente ed effettuati in tempi concomitanti o successivi.

Pertanto si distingue una chirurgia di Fase 1che comprende:
Chirurgia nasale (settoplastica, FESS e riduzione volumetrica dei turbinati inferiori con radiofrequenze)
Chirurgia del palato (uvulofaringopalatoplastica UPP, faringoplastica laterale e anteriore, riduzioni volumetriche del palato molle con radiofrequenze)
Interventi sulla base lingua (sospensione linguale, avanzamento del genioglosso,sospensione ioidea)
Chirurgia di Fase 2, rivolta ai casi più gravi e complessi, che comprende:
Avanzamento maxillo-mandibolare
Resezione base linguale
Tracheotomia

Tutti i pazienti devono essere informati in maniera dettagliata sulle varie modalità di trattamento, incluse quelle alternative alla chirurgia. Il paziente cui viene proposta una roncochirurgia deve aver effettuato una terapia conservativa oppure venire da un insuccesso di una terapia ventilatoria. La CPAP è il trattamento primario di una Sindrome OSAS ma pone dei limiti di accettabilità e tollerabilità da parte del paziente.

Il paziente deve essere stabile da un punto di vista psicologico ed in buone condizioni generali. Ci deve essere il riscontro di una documentazione precisa sui siti ostruttivi correggibili chirurgicamente con discreta attesa di risultati e basse complicanze. L’obiettivo della roncochirurgia è quello di ridurre i sintomi soggettivi della roncopatia nei pazienti, ma soprattutto di arrivare ad un giudizio generale di miglioramento della qualità di vita e del sonno, ad una normalizzazione dei parametri nel range di normalità dell’esame polisonnografico (AHI<10/20 e LO2 >90). Il successo della terapia chirurgica sta nell’accurata selezione dei pazienti, dalla scelta della procedura più idonea e dall’esperienza del chirurgo nell’effettuarla. Ma adesso vediamo i migliori prodotti contro la roncopatia.

Roncopatia rimedi naturali

Ecco i migliori prodotti contro la roncopatia scovabili in rete.

Clip magica

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Talmente facile da usare e talmente efficace che non ci crederete. Clip magica non è nient’altro che una clip, una “ciappa”, come si direbbe al sud, che si applica nel naso (il materiale è anallergico, sicuro e tranquillamente lavabile) che ha la funzione di riattivare le mucose impedendo quelle ostruzioni che portano al russare. L’unica controindicazione è che non può essere usata dai portatori di peace-maker, perchè potrebbe fare contrasto.

Easy Night

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Con un metodo abbastanza simile, ma dalla forma leggermente diversa, funziona Easy Night, un pratico e comodo divaricatore nasale. Il suo utilizzo è semplicissimo. Basta metterlo all’interno delle narici (ed è talmente pratico che non ti accorgerai neanche di averlo) è andare a dormire. Sul sito ufficiale sono descritti i risultati eccellenti del prodotto e la percentuale di persone soddisfatte.

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Modestino Picariello 756 Articoli
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