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Rsa aperte ai parenti, l’annuncio di Sileri: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto”

Rsa aperte ai parenti, l’annuncio di Sileri: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto. Tifosi senza un briciolo di buon senso”

Pierpaolo Sileri

Le Rsa saranno aperte con cautela ai parenti, però l’annuncio di Pierpaolo Sileri è fosco su un altro aspetto della pademia in Lombardia: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto”. Non accennano infatti a placarsi le polemiche in merito alla festa scudetto in piazza Duomo e per le vie di Milano dei tifosi dell’Inter.

Molti di essi erano senza mascherina e il loro numero in modalità assembramento desta preoccupazione. Una preoccupazione che ha espresso senza mezzi termini il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in una intervista a La Stampa. 

Rsa aperte ai parenti, l’annuncio di Sileri: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto, rischio sottovalutato”

L’esordio non lascia adito ad equivoci: “Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina.

Quelle persone hanno dimostrato di non avere un briciolo di buon senso. Vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio”. Insomma, il raduno festoso del 2 maggio rischia di fare danni serissimi e la possibilità di ripercussioni concrete c’è tutta. Perché “se c’erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio. Quanti, potremo dirlo solo tra due settimane. Sappiamo che l’incidenza in Lombardia è di circa 14 casi ogni 10 mila abitanti. Se in piazza Duomo c’erano 30 mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive”. 

Rsa aperte ai parenti, l’annuncio di Sileri: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto”. Il nodo comuni dell’hinterland

Poi il sottosegretario spiega: “Quante ne abbiano infettate, a loro volta, difficile dirlo. Dipende dalla loro attenzione alle misure di sicurezza, come mascherina e distanziamento. Per altro, in piazza non c’erano solo milanesi. Ci sarà stata gente arrivata da Varese, Cremona, Pavia e altri comuni vicini. Parlerei quindi di possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano”. E sulle polemiche accessorie in merito all’operato di Prefettura e Ministero dell’Interno?  “Le forze dell’ordine hanno controllato, nei limiti del possibile, e sono riuscite a non far proseguire i festeggiamenti oltre l’orario del coprifuoco. L’alternativa era la zona rossa per un giorno in tutta Milano, ma i tifosi avrebbero fatto in modo di vedersi in qualche comune vicino o alle porte della città. E magari in spazi meno ampi di quelli di piazza Duomo, quindi ancora più pericolosi”. 

Rsa aperte ai parenti, l’annuncio di Sileri: “Ma pagheremo l’errore per la festa dello scudetto”. Le Rsa e gli ingressi

Sul tema Rsa, “agganciato” nel contesto più mainstream della festa scudetto, Sileri non ha dubbi:  “Con ingressi contingentati, una lista a rotazione e tamponi all’ingresso, non vedo perché non dovrebbero riaprire le visite ai parenti. Ho sollecitato più volte e l’ho detto anche a Rezza”.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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