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Russia, 115 militari licenziati: “Non hanno voluto combattere in Ucraina”

In Russia, 115 militari della Guardia nazionale sono stati licenziati dopo essersi rifiutati di partecipare all’operazione militare speciale in Ucraina.

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In Russia, 115 militari della Guardia nazionale sono stati licenziati dopo essersi rifiutati di prendere parte all’operazione militare speciale in Ucraina.

Russia, 115 militari licenziati: “Non hanno voluto combattere in Ucraina”

In Russia, 115 militari sono stati licenziati dopo aver dichiarato di non voler combattere nell’operazione militare speciale organizzata da Mosca in Ucraina.

In seguito all’accaduto, i 115 soldati della Guardia nazionale hanno presentato ricorso per essere stati licenziati.

In merito al ricorso, il tribunale militare della repubblica russa della Cabardino-Balcaria che ha esaminato il caso ha confermato il licenziamento dei militari.

La vicenda rappresenta il primo episodio che sembrerebbe confermare in modo ufficiale l’esistenza di casi in cui i soldati russi si sono opposti agli ordini impartiti dal Cremlino e non hanno voluto aderire alla campagna militare russa avviata nel Donbass lo scorso 24 febbraio scorso.

Tribunale militare respinge il ricorso dei militari

Il tribunale militare ha asserito di aver analizzato i “documenti necessari” e di aver provveduto a interrogare i membri della Guardia nazionale, forza di sicurezza interna che non afferisce all’esercito russo e che risponde in modo diretto al presidente.

Secondo quanto affermato dai giudici, gli imputati “si sono arbitrariamente rifiutati di svolgere un incarico ufficiale”. Per questo motivo, il tribunale ha deciso di respingere il ricorso.

A quanto si apprende, la corte ha deciso di svolgere l’udienza a porte chiuse al fine di evitare che “segreti militari” venissero svelati.

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