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Russia pronta ad una tregua su Mariupol, ma ci sono condizioni

Consentire l’apertura immediata di un corridoio umanitario verso Zaporizhzhya: perché la Russia è pronta ad una tregua su Mariupol a condizioni precise

Il generale Mizintsev

La notizia è di queste ore: la Russia è pronta ad una tregua sulla città martire di questo orribile conflitto, Mariupol, ma ci sono condizioni precise che Mosca chiede che vengano garantite e rispettate. Lo ha spiegato in maniera chiara l’assediante in capo della città marittima martoriata dai bombardamenti, il generale Mikhail Mizintsev.

L’alto ufficiale ha detto che l’Ucraina dovrà confermare il cessate il fuoco in zona e che altre non meglio specificate condizioni dovranno essere rispettate.

Russia pronta ad una tregua su Mariupol

Lo scopo della tregua su Mariupol è quello dichiarato di consentire l’apertura immediata di un corridoio umanitario verso Zaporizhzhya per consentire l’evacuazione dei civili ormai stremati da settimane di attacchi massivi. Tuto questo però a condizione che Kiev confermi l’effettivo cessate il fuoco.

Il generale Mizintsev, che oltre a comandare l’intero fronte sud dell’attacco è anche a capo del Centro di controllo della difesa nazionale, ha detto: “Le forze armate russe sono pronte a dichiarare un cessate il fuoco temporaneo a partire dalle 10 del 31 marzo 2022, esclusivamente per scopi umanitari”.

L’Azov nel quadrante e il rischio per Mosca

Ma qual è, o quale sarebbe, la principale remora che le truppe russe e gli alti comandi hanno nel concedere una tregua per l’apertura del corridoio umanitario? Principalmente essa è rappresentata dalla presenza in quel quadrante specifico dei reparti “irriducibili” del reggimento Azov, che tendono ad essere autonomi in quanto ad iniziative ed a recepire le direttive della catena di comando di Kiev con un certo “margine di ritardo operativo”.

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