Russia, svolta Putin: legge ad hoc "Governerà altri 6 anni"
Russia, svolta Putin: legge ad hoc “Governerà altri 6 anni”
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Russia, svolta Putin: legge ad hoc “Governerà altri 6 anni”

Putin
Vladimir Putin

Direttamente dalla Duma, giunge la notizia che Vladimir Putin potrebbe usufruire di una nuova proposta di legge per godere di un mandato più longevo.

Il 18 maggio 2018 in Russia è stato presentato un progetto di legge dalla minoranza cecena che allungherebbe il mandato di Vladimir Putin oltre i limiti stabiliti in costituzione. Attualmente per legge, il mandato da presidente ha una durata di massimo 4 anni (modalità analoga a quella statunitense). Il presidente in carica, rieletto recentemente, è al quarto mandato e potrebbe proseguire il suo percorso politico stabilendo una svolta egemonica: Putin è infatti in carica dal 1999, prima come presidente (mandato di 2 anni) poi come Primo Ministro. Nel suo discorso alla Duma (il parlamento russo) aveva annunciato di non voler modificare la costituzione. La richiesta di “cambiamento“è stata presentata.

L’emendamento di Putin

Secondo la nota esplicativa della legislazione la Russia ha bisogno attualmente di leader più”longevo”a causa dell’attuale “andamento di sviluppo del paese”. Su consiglio di Ranzam Kadyrov, il parlamento ceceno ha introdotto un emendamento costituzionale nella Duma che, consentirebbe ai presidenti russi di servire non solo due ma tre mandati consecutivi.

In altre parole i parlamentari ceceni vogliono permettere a Putin di candidarsi per la rielezione nel 2024: senza stratagemmi simili a quelli utilizzati durante la presidenza quadrimestrale di Dimitri Medvedev nel 2008.

Il portale russo “Meduza” ha scritto che il terzo mandato consecutivo di Putin soddisferebbe la necessità di una presidenza longeva a capo dello stato permettendo (secondo quanto sottolinea il parlamento ceceno) di preservare la stabilità socio-politica raggiunta, senza perdere i principi democratici. Il disegno di legge recita “Permetterebbe alle persone di essere artefici del destino della Russia”. Concludiamo ricordando che dopo la presidenza di Medvedev i termini di durata dell’esecutivo sono stati determinati in 6 anni.

L’elezione del 2018

A marzo 2018 si sono concluse le elezioni nella Federazione Russa. Forte assenteismo e poca alternativa, la vittoria di Putin sembrava preannunciata: di fatto, la conclusione delle politiche ha fatto registrare una percentuale di preferenze nei suoi confronti pari al 76,6% dei votanti (e il trend, secondo i bookmakers, risulta in costante aumento). Quest’ultima rielezione annunciava quello che si prospettava come l’ultimo mandato del presidente: in realtà, ciò che è avvenuto nella Duma ha posto un grande interrogativo riguardo la possibile conclusione definitiva dell’incarico.

Putin come Erdogan

Una situazione analoga a quella che stiamo presentando, si era già verificata in Turchia durante il referendum del 2017, che vedeva Recep Tayyip Erdogan discutere della costituzione. La volontà del presidente turco era quella di modificare l’assetto istituzionale turco: la trasformazione riguardava il cambiamento da forma governativa parlamentare a quella presidenziale.

L’esito del referendum si rivelò positivo: con il 51,41% dei “si”. La consultazione ha avuto come effetto la decadenza della carica di Primo Ministro e la concentrazione dei poteri nella figura presidenziale (Erdogan ndr.). Ricordiamo che il sondaggio costituzionale è avvenuto a un anno di distanza dal tentativo di colpo di stato del luglio 2016 a Istanbul: in quell’occasione venne comunicato ufficialmente “lo stato di emergenza”.

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