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Russia-Ucraina, perché si dice che la guerra potrebbe iniziare proprio il 16 febbraio?

L'intelligence americana è convinta che domani, mercoledì 16 febbraio, la Russia potrebbe dare inizio alla guerra contro l'Ucraina e la NATO: ecco i motivi.

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L’intelligence americana è convinta che domani, mercoledì 16 febbraio, la Russia potrebbe dare inzio alla guerra contro l’Ucraina e la NATO: ecco i motivi.

Tensione alta tra Russia e Ucraina

Persiste il clima di tensione tra Russia e Ucraina, con le ultime ore che sono servite solo ad incrinare ancor di più il rapporto tra il governo filo-occidentale di Kyev e quello di Putin a Mosca.

Nonostante ciò, la speranza è sempre quella di arrivare ad una conclusione attraverso la diplomazia: oggi la maggior parte dei ministri degli Esteri – compreso quello italiano, Luigi Di Maio – sono a Kyev per lavorare ad un’intesa.

16 febbraio: la possibile data di inizio guerra

«Ci hanno detto che il 16 febbraio sarà il giorno dell’attacco. Noi faremo di quel giorno il giorno dell’unità. Stanno cercando di spaventarci citando ancora una volta una data per l’avvio di un’azione militare… non è la prima volta. Ma il nostro stato oggi è più forte che mai. Combattiamo per la pace e vogliamo risolvere tutte le questioni esclusivamente attraverso i negoziati».

Queste sono state le parole del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, all’emittente NBC.

C’è però da specificare che questa data non ha nessun fondamento ufficiale, ma è frutto di una serie di informazioni trapelate dall’intelligence americana e diffuse dalla stampa statunitense, in particolare dal New York Times.

La maggior parte degli analisti, invece, ritiene altamente improbabile che lo scoppio della guerra si verifichi nei prossimi giorni.

La replica della Russia

Per mettere a tacere qualsiasi voce, è intervenuto anche il primo vice rappresentante permanente di Mosca presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, intervistato dalla CNN: «Per quanto ne so, no, e non vedo alcun motivo per questo».

Ancora, ha proseguito definendo queste voci «ridicole» e prive di fondamento, chiudendo l’intervento con tono ironico e provocatorio: «Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo su di noi e sui piani di attacco, sull’invasione a noi attribuita.

Per noi è sorprendente».

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