Russiagate, procuratore speciale: Trump rischia impeachment
Russiagate, nominato procuratore speciale: Trump rischia impeachment
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Russiagate, nominato procuratore speciale: Trump rischia impeachment

Russiagate

Per il presidente Usa si paventa lʼaccusa di ostruzione della giustizia, ma lui: "Nessuna collusione, le indagini lo dimostreranno".

Russiagate, un caso che potrebbe rischiare di avere un epilogo poco felice per Donald Trump. Secondo quanto riportano i media statunitensi, la pesante accusa che si stende sul presidente degli Usa è quella di ostruzione della giustizia. Tale accusa, potrebbe aprire la strada a un procedimento di impeachment. Intanto, il dipartimento di giustizia americano ha nominato un commissario speciale per sovrintendere le indagini federali sul Russiagate: l’incarico è stato affidato all’ex direttore dell’Fbi sotto Bush e Obama, Robert Mueller.

Russiagate: la storia rischia di ripetersi

Il caso Russiagate, potrebbe spingere il presidente Trump a lasciare il proprio incarica. Un caso del genere che accadde precedentemente a Richard Nixon. I paralleli fra le due presidenze si spingono al di là della politica e sono anche economici, con gli esperti che ritengono che, se l’amministrazione Trump dovesse rivelarsi come quella Nixon, e quindi costretta a lasciare, gli investitori devono prepararsi a una correzione del 40%. Il commissario speciale scelto da Trump, Robert Mueller, viene autorizzato a perseguire ogni reato penale che dovesse emergere dalle indagini.

Nonostante ciò, la mossa di Trump viene vista come un tentativo di placare le polemiche proprio sul Russiagate dopo la decisione del presidente americano di licenziare il capo dell’Fbi, James Comey. A dare il là ad indagini più accurate sono state proprio le parole di Comey sugli incontri e le discussioni delle scorso febbraio con Trump alla Casa Bianca.

Nonostante le polemiche e la scelta di un procuratore speciale che indaghi sui fatti riguardanti il Russiagate, Donald Trump si dice certo che alla fine dimostreranno la sua innocenza: “Non vedo l’ora che questa vicenda si chiuda velocemente. Con le indagini sul Russiagate, dimostreranno che non c’è stata collusione tra la mia campagna e alcuna entità straniera. Nel frattempo non smetterò mai di combattere per la gente e per le questioni che più interessano il futuro del nostro Paese“.

Il caso Manafort

Nella giornata di ieri Paul Manafort e Rick Gates, sono stati incriminati nell’ambito dell’inchiesta del cosiddetto Trump Russiagate.

Al momento sono stati posti agli arresti domiciliari e la cauzione è stata fissata rispettivamente per 10 milioni di dollari l’uno e 5 milioni di dollari l’altro.

L’ex capo della campagna elettorale di Trump e il suo fidato braccio destro si sarebbero costituiti spontaneamente nella sede dell’FBI a Washington. Sono dodici i capi d’accusa per Manafort, il quale rischia fino a 80 anni di carcere. Tra le accusa, quella più grave. sarebbe cospirazione contro gli USA. Tra gli altri capi di accusa il non essersi registrati come agenti di uno stato straniero, aver fatto dichiarazioni false e fuorvianti, riciclaggio e omessa denuncia di conti su banche straniere. Manafort sarebbe anche accusato di evasione fiscale. Rischia 80 anni di carcere, Gates ne rischia invece 70, secondo i media americani.

Al momento quindi non è ancora dato sapere se Donald Trump alla fine possa essere posto sotto impeachment, ma conoscendo lo spirito battagliero del Presidente è molto difficile che anche nel caso di un giudizio possa dimettersi, abbandonando di fatto la Casa Bianca dopo poco tempo passato da Presidente.

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