Russiagate, Trump diffida Bannon per accordo violato
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Russiagate, Trump diffida Bannon per accordo violato

Russiagate

Il presidente Usa attacca l'ex capo stratega alla Casa Bianca dopo le anticipazioni del libro in cui si parla di colloqui con i funzionari di Mosca.

Russiagate, sembra non aver mai fine la continua fuga di notizie su Donad Trump e le operazioni svolte dal suo staff durante l’ultima campagna presidenziale. Una serie di informazioni, che portano ogni volta il presidente della Casa Bianca a smentire, spiegando la sua versione dei fatti. Questa volta però, Donald Trump non attacca democratici o Fbi bensì Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca, reo di aver divulgato informazioni segrete su presunti incontri con emissari russi alla Trump Tower.

Russiagate: l’ira di Trump

“Steve Bannon ha perso la testa”: così reagisce Donald Trump dinnanzi alle anticipazioni, pubblicate dal ‘Guardian’, sul libro nel quale l’ex chief strategist della Casa Bianca ha definito “sovversivo” e “antipatriottico” l’incontro tra il primogenito di Donald Trump e un gruppo di russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale.

Bannon, era stato licenziato ad agosto dopo gli scontri di Charlottesville provocati da movimenti suprematisti bianchi (e nei quali una persona era morta e molte altre erano rimaste ferite) e dopo la disastrosa gestione delle conseguenze del caso da parte della stessa presidenza.

I rapporti tra Trump e Bannon, non erano però dei migliori già prima in quanto, l’ex capo stratega della Casa Bianca, riteneva eccessiva l’influenza che, la coppia formata da Javanka e Jared Kushner, esercitava sul presidente degli Stati Uniti. Un pensiero che avrebbe portato ad incrinare notevolmente i rapporti tra i due, fino ad arrivare alla conclusione del rapporto di lavoro.

Adesso però, secondo quanto rivela il ‘New York Times’, gli avvocati di Donald Trump, hanno inviato una lettera di diffida all’ex chief strategist della Casa Bianca, sostenendo di aver violato un accordo di non divulgazione, parlando all’autore del libro Michael Wolff di vicende che riguardano il “presidente, i membri della sua famiglia e la società”. Inoltre, sempre secondo gli avvocati del presidente degli Usa, sarebbero state svelate “informazioni confidenziali” e fatte “dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi completamente diffamatorie”.

La ricostruzione della riunione

Secondo quanto viene riportato dal ‘Guardian’, nel libro Bannon parla principalmente di un incontro alla Trump Tower, al quale avrebbero partecipato il figlio del presidente, Donald Trump jr., il suo genero Jared Kushner e l’ex portavoce della sua campagna elettorale Paul Manafort, con l’avvocata russa Natalia Veselnitskaya, dopo aver avuto la promessa di ottenere dei documenti utili ad accusare il candidato democratico Hillary Clinton.

L’ex capo stratega della Casa Bianca ritiene che anche Donald Trump abbia partecipato all’incontro con esponenti russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale, ipotizzando che il figlio Don Jr abbia portato gli ospiti nell’ufficio del padre. Quest’ultima ipotesi però, è stata subito smentita dallo staff della Casa Bianca con un comunicato stampa.

Trump e le elezioni vinte

Il presidente americano Donald Trump “è un grande uomo, lo sapete, lo sostengo ogni giorno”. E’ questo il commento di Steve Bannon dopo che il tycoon lo ha ripudiato pubblicamente per le rivelazioni su di lui e sulla sua famiglia nel libro “Fire and Fury: The Trump White House”. Eppure, al momento, non si risparmiano altri dettagli del libro in uscita, come ad esempio il giorno in cui Donald Trump ha vinto le elezioni. Una descrizione, che mette in evidenza un futuro presidente terrorizzato dal compito che l’aspetta.

Un passaggio del libro recita: “Poco dopo le 20, nell’Election Night, quando il trend inaspettato (cioè il fatto che Trump potesse vincere) sembrava confermato, Donald Trump Jr.

disse a un amico che suo padre ha l’aria di chi ha visto un fantasma. La futura first lady Melania era in lacrime, e non erano lacrime di gioia. C’è stato, nello spazio di poco più di un’ora, nell’osservazione non divertita di Steve Bannon, un Trump confuso che si trasformava in un Trump incredulo e infine in un Trump terrorizzato. Ma doveva venire l’ultima trasformazione: improvvisamente Trump divenne l’uomo che credeva di meritare di essere, e pienamente capace di essere, il presidente degli Stati uniti”.

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