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Ryanair accusata di razzismo in Sudafrica per una scelta linguistica

Solo il 12% dei sudafricani è in grado di comprendere il questionario: ecco perché la compagnia low cost Ryanair è stata accusata di razzismo

Accuse di razzismo per Ryanair

La compagnia aerea irlandese Ryanair è stata accusata di razzismo in Sudafrica per una scelta linguistica che decisamente depone poco bene a favore del vettore: il test per dimostrare che si è cittadini di quel paese è in afrikaans e rievoca un periodo buio del Sudafrica, oltre che ad innescare un vero “buco” di identificazione.

Perché? 

Ryanair accusata di razzismo: il motivo

Perché la compagnia low cost di origine irlandese ha introdotto si un questionario per obbligare i viaggiatori in arrivo dal Sudafrica a dimostrare di essere cittadini sudafricani ma lo ha fatto con una lingua del Sudafrica “boero” e padre dell’apartheid. In sostanza tutti i cittadini con passaporto sudafricano che vogliano recarsi nel Regno Unito dovranno deve compilare il test, per il quale, però, è stato utilizzato solamente l’afrikaans.

Si tratta si della terza lingua più parlata in Sudafrica ma è lingua “bianca” per eccellenza ed è molto meno parlata dello Zulu e dello Xhosa, è una lingua conosciuta solo dal 12% della popolazione. 

La lingua degli oppressori bianchi

Tutto questo senza contare che l’afrikaans è stato la lingua dell’apartheid, una lingua imposta ai neri sudafricani. La compagnia si è giustificata spiegando che la misura è stata adottata per “contrastare la diffusione di passaporti falsi.

Se non sono in grado di completare il questionario verrà loro rifiutato di imbarcarsi, e verrà concesso un rimborso completo”. Dal canto loro i governi di Gran Bretagna e Irlanda hanno comunicato ufficialmente di non aver mai richiesto la compilazione di un formulario del genere per entrare nei loro Paesi.

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