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Sabino Cassese, chi è il giurista che la Lega vorrebbe mandare al Quirinale

Dopo le notizie e le smentite sull'incontro con Matteo Salvini in pole c'è Sabino Cassese: chi è il giurista che la Lega vorrebbe mandare al Quirinale

Matteo Salvini e Sabino Cassese

Quello di Sabino Cassese è il nome del momento, momento di quarta chiama a quota 505, perciò vale la pena spiegare chi sia il giurista che, pare anche a fare la tara alle smentite, la Lega vorrebbe mandare al Quirinale.

L’asse fra Sabino Cassese, la Lega ed il Quirinale: cosa lo rende possibile in ipotesi

Vale la pena farlo partendo dalle sue skill e da un preambolo, anzi, prima dal preambolo: Cassese è un super partes senza zavorre partitiche ai piedi ed è l’anello mancante fra quello che vuole Matteo Salvini e quello che non dispiace a Giorgia Meloni, perciò è nome grosso in borsino. Nome tanto grosso che la Lega si è affrettata a smentire l’incontro che il leader del Carroccio avrebbe avuto con il giurista ieri, 26 gennaio.

Ex ministro di Ciampi e giudice della Consulta: Sabino Cassese e la strada per il Quirinale che indica la Lega

Il giurista è ex ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi, giudice emerito della Corte costituzionale e fine editorialista del Foglio e del Corriere della Sera. Da un punto di vista giuridico è una vera personalità a livello europeo. Cassese è nato ad Atripalda, in provincia Avellino, il 20 ottobre 1935. Dal 1952 al 1956 è stato allievo del prestigioso Collegio Medico-Giuridico in forza allora alla Normale di Pisa, dove si è laureato con lode.

Il “precedente Quirinale” di Sabino Cassese e la convergenza possibile fra Lega e Fratelli d’Italia

Carlo Azeglio Ciampi, da premier, lo chiamò alla Funzione Pubblica nel 1993. E Cassese ha un precedente “quirinalizio” che oggi gli fa curriculum non tanto istituzionale ma partitico se Salvini bussasse da Enrico Letta con il suo nome: nel 2013 prima di convergere su Giorgio Napolitano il Partito Democratico lo voleva Capo dello Stato.

E Giorgia Meloni? Lei Cassese lo gradisce? Lo scorso 11 dicembre il giurista partecipò ad Atreju come ospite del dibattito “Analisi, necessità e prospettive di una riforma dello Stato in senso presidenziale” e si dichiarò presidenzialista.

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