Sacchetti a pagamento: sarà vero o è tutta una bufala?
Sacchetti a pagamento: tutto una bufala
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Sacchetti a pagamento: tutto una bufala

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Nelle ultime ore, l'emendamento che prevede il pgaamento dei sacchetti alimentari in plastica ha creato non poco scompiglio. Ecco tutta la verità

Da poche ore è passato l’emendamento che prevede il pagamento dei sacchetti di plastica utili per contenere frutta e verdura. Il costo varia da 1 a 2 centesimi, ma la questione agli italiani non è andata tanto giù. Sul web si è scatenata la rivolta e c’è stato chi piuttosto che pagare i sacchetti ha provveduto a fare diverse pesate per ogni singolo prodotto. La trovata è rimbalzata subito sui social come Twitter e Facebook, ma sarà vero? I sacchetti al supermercato li paghiamo davvero?

Sacchetti a pagamento: tutto una bufala

Quella dei sacchetti di plastica sembra essere diventata una questione di Stato. Molte le critiche all’emendamento del Dl Mezzogiorno, soprattutto da parte dei consumatori. Secondo la parlamentare Stella Bianchi, prima firmataria dell’emendamento, i sacchetti sono a oagamento da sempre, l’elemento di differenza rispetto ad una settimana fa e che adesso ce ne si rende conto. Il costo del sacchetto, spesso addebitato direttamente in cassa, varierebbe intorno a 1 o 2 centesimi,e nel caso lo si trovi a 5 o 10 centesimi ci si ritroverebbe davanti ad una truffa.

Inoltre, in molti punti vendita i sacchetti sono già compresi nello scontrino della bilancia e risulterebbe inutile, quindi, pesare singolarmente i prodotti, giacchè risulterebbe l’acquisto di numerosi sacchetti.

Perchè pagare i sacchetti?

I sacchetti, secondo la parlamentare Bianchi, son sempre stati addebitati sul conto, ma perchè questo Dl, allora? La risposta è quanto mai semplice, “Lo vuole l’Europa“. Come Paese membro dell’Europa, l’Italia è dovuta a rispettare determinate norme, regole e vincoli. Tra questi anche la diminuzione del tasso di inquinamento, soprattutto di quello dovuto ad un uso spasmodico e ad uno sbagliato smaltimento della plastica.sacchetti Per questo l’emendamento, quale metodo migliore se non quello di far rendere conto di pagare qualcosa che può essere sostituita con qualcosa di migliore, più duraturo e meno inquinante? Rendersi conto di pagare i sacchetti di plastica potrebbe portare ad una maggior consapevolezza dell’uso di questo materiale e magari portare ad un minor uso e consumo del prodotto

Tutto un complotto?

Se a volerlo l’Europa è un conto, ma se c’è sotto qualcos’altro è un altro paio di maniche.

Secondo molti consumatori, la trovata del Ministero sarebbe una ‘mossa’ per appoggiare e sostenere aziende, come la Novamont, che producono sacchetti ecosostenibili. La polemica si è scatenata soprattutto nei punti in cui si sottolineava un sostegno ‘propagandisco’ alla Novamont e la non presa di posizione della Legge nello stabilire un prezzo fisso dei sacchetti. La parlamentare Bianchi non solo ha negato che l’emendamento fosse finalizzato a sostenere tale azienda, dato la sua non unicità nel setto all’interno del sistema economico del Paese, ma ha ribadito l’impossibilità da parte della Legge di stabilire un prezzo fisso per un determinato prodotto

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