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Saldi d'epifania: polemiche intorno ad una pratica anacronistica

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Nelle ultime settimane nei negozi sembrava che vagassero fantasmi. Finalmente (!) nel giorno dell’Epifania i bolognesi – come tutti gli emiliano romagnoli – impegneranno il loro preziosissimo tempo nella cosiddetta “corsa ai saldi”. La data del 6 gennaio non è piaciuta al vescovo di Reggio Emilia Adriano Caprioli poichè violerebbe il diritto alla festa come tempo per la famiglia. Per altre ragioni, non è piaciuta nemmeno ai sindacati Cgil, Cisl e Uil nè a Giovanni Favia. Al consigliere regionale del Movimento a 5 stelle non piace la coincidenza dei saldi con la festività poichè si tratterebbe di “uno schiaffo ai lavoratori” ricordando che i lavoratori del commercio soffrono più di tutti il precariato.

Infine, Favia invita il presidente Vasco Errani e l’assessore alle Attività Produttive Muzzarelli a restare nei propri uffici nel giorno di festa. Polemiche a parte, i saldi sono davvero una pratica obsoleta. Senza controlli dei prezzi (ognuno è libero di prezzare la merce come vuole!) i saldi non hanno senso. In ogni caso, Bologna Magazine vi invita a leggere la normativa di riferimento: LEGGERE Con attenzione. In particolare, ricordate che il consumatore può denunciare al venditore eventuali difetti della merce entro due mesi dall’acquisto.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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