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Sale da gioco chiuse e spazio all’illegale: è caccia agli abusivi

Le sale da gioco illecite rischiano la reclusione da sei mesi fino a tre anni e sanzioni amministrative che possono superare i 30.000 euro.

sale da gioco chiuse illegali

I commercianti che accettano e piazzano scommesse senza la necessaria autorizzazione per conto della società di gioco commettono un crimine. La Settima Sezione Penale della Suprema Corte d’Appello ha confermato il caso del proprietario di San Benedetto del Tronto, condannato a sette mesi di reclusione per raccolta abusiva dal Tribunale di Ascoli Piceno e dalla Corte d’Appello di Ancona. Neppure il ricorso del manager è stato accolto dalla giuria della Corte Suprema, la quale ha confermato il reato commesso dall’indagato nel 2015, quando gestiva un’attività di gioco d’azzardo senza l’autorizzazione del garante. L’imputato, inoltre, non solo svolgeva attività di assistenza tecnica ma trasmetteva dati ad operatori esteri, svolgendo vere e proprie attività di mediazione e scommesse in prima persona.

Quando il mondo delle scommesse diventa pericoloso

L’industria delle scommesse sportive è sempre stata controversa a causa del grande giro di denaro e interessi molto importanti che vi stanno dietro, ma secondo tutte le indicazioni della legislazione vigente, il gioco d’azzardo è legale nei casino online italiani autorizzati. È obbligatorio, tuttavia, prestare molta attenzione a non intraprendere attività di gioco illegali, che rappresentano un reato grave e soggetto a severi procedimenti penali ai sensi della legge italiana.

Come ha ribadito la Corte Suprema, è un crimine agire per conto dei principali bookmaker per condurre scommesse sportive con intermediari non autorizzati. La condanna degli operatori per incasso illegale per conto di società di scommesse estere, ha rivelato molti altri casi di intermediari non autorizzati, non registrati e che svolgevano vere e proprie attività di scommesse sportive illecite.

Operare in Italia con il gambling

L’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza prevede che il modo corretto per poter gestire le scommesse nel mondo dello sport sia attraverso un’affiliazione con l’ADM. I controlli perché tale concessione sia rilasciata sono molto rigidi e prevedono che la fedina penale del soggetto richiedente non comprenda particolari condanne, quali omicidio o associazione a delinquere. Senza contare che la revoca è sempre dietro l’angolo, anche nel caso si trattasse di S.p.a. o S.r.l., in quanto l’autorizzazione deve sempre far capo a una sola persona fisica. Illeciti nel mondo delle scommesse

Considerando che per ottenere la concessione all’esercizio come bookmaker o nel gambling non si debba aver mai avuto problemi di tipo legale e che le periodiche verifiche da parte degli enti abilitati siano fra le più inflessibili, è facile cadere nell’illegalità. Questo non comprende solamente gli operatori abusivi, ma anche chi vi partecipa e chi la alimenta attraverso passaparola a voce e anche online. Sono perseguibili anche tutte quelle persone che sono a conoscenza dell’atto illecito ma che decidono di non denunciare il fatto, ad esempio i soggetti che allestiscono le sale da gioco o coloro che ospitano il sito web di scommesse illegali.

I tipi di reato

Come previsto nell’articolo 4 del regio decreto 733 del 1931, si può ricadere nel reato di esercizio abusivo di attività di gioco o nell’organizzazione di scommesse nei casi in cui:

  • L’esercente abusivo organizzi scommesse sportive senza autorizzazione o lotterie, attività in concessione al solo stato italiano o a enti previa concessione;
  • Impersonare le attività svolte dal CONI, come la gestione e la disposizione di concorsi;
  • Predisporre eventi di per sé illegali, quali combattimenti fra persone o fra animali con attività di bookmaking correlate;
  • Effettuare abusivamente scommesse per via telefonica, online, o attraverso gruppi nelle app di messaggistica, caso nel quale rientrano anche i pronostici.

Le pene in caso di atto illecito

Abusare delle attività descritte o esercitare senza le dovute concessioni da parte dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli comporta a condanne alquanto severe che prevedono la reclusione da sei mesi fino a tre anni, mentre le sanzioni possono superare i 30.000 euro. La stessa condanna si dirama anche ai partecipanti, senza escludere i casi telematici e telefonici.

Negli ultimi anni questa bolla ha visto accrescere notevolmente il proprio volume, con conseguente intensificazione dei controlli.

Il gioco d’azzardo o la partecipazione alle scommesse sportive non è da considerarsi sempre illegale; lo diventa se l’esercente e le persone connesse si sostituiscono a un’attività che spetta meramente allo Stato o a istituzioni autorizzate dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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