Lombardia, dal 2019 pillola abortiva in day hospital
Lombardia, pillola abortiva in day hospital dal 2019
Salute & Benessere

Lombardia, pillola abortiva in day hospital dal 2019

Lunedì 10 dicembre 2019 l'assemblea regionale della Lombardia voterà per il passaggio al day hospital per le utilizzatrici della pillola abortiva.

In Lombardia, a partire dal 2019, per l’interruzione volontaria di gravidanza non sarà più necessario il ricovero di tre giorni. A partire dal 1 gennaio infatti la pillola Ru486 potrà essere somministrata in day hospital. A dare l’annuncio è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che comunica così l’intenzione dell’amministrazione di limitare ad un giorno la permanenza in ospedale per tutte le donne che hanno intenzione di usufruire del diritto di interrompere una gravidanza indesiderata.

Proposta che sarà votata lunedì 10 dicembre

La novità è contenuta in una delibera di aggiornamento del regolamento del sistema sanitario regionale previsto per il 2019. Modifiche che dovranno essere votate dalla giunta regionale della Lombardia lunedì 10 dicembre 2018. Se questa modifica dovesse essere approvata, l’interruzione di gravidanza indotta per via farmacologica sarà equiparata a quella chirurgica.

Una decisione raggiunta dopo aver istituito un tavolo tecnico composto da esperti ginecologi e osterici, con lo scopo di valutare il funzionamento e l’esito del modello del day hospital, già con successo adottato in altre regioni dello stivale.

Un modello che oltre a pesare molto meno sui conti della sanità pubblica, non prevedendo la permanenza dell’interessata per più giorni in ospedale, risulta anche molto meno invadente e di più facile accesso per le donne che dovessero decidere di usufruire di questa possibilità. Possibilità che – lo ricordiamo – viene comunque universalmente garantita dallo stato italiano. Una decisione quindi già annunciata da Gallera, secondo il quale la scelta sarebbe stata fatta “Alla luce del fatto che già molte donne decidono di firmare dimissioni anticipate, e a fronte della decisione di molte altre regioni di effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza in day hospital”.

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