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Le luci a LED in casa possono causare danni irreversibili agli occhi
Salute & Benessere

Le luci a LED in casa possono causare danni irreversibili agli occhi

luci a LED
luci a LED

Per l'Agenzia francese ANSES sono "foto-tossiche", poiché emettono "luce blu" a quantità molto più elevate

Le luci a LED possono danneggiare in modo permanente la retina e disturbare i naturali ritmi del sonno. L’Agenzia francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e sicurezza sul lavoro (ANSES) ha avvertito che le potenti luci a LED sono “foto-tossiche”. In un rapporto di 400 pagine, l’Agenzia ha avvertito che può causare una perdita irreversibile delle cellule della retina e portare a una causa comune di cecità. ANSES ha quindi invitato i funzionari a rivedere il limite massimo per l’esposizione alle luci a LED. Quest’ultime emettono “luce blu” a quantità molto elevate. Gli schermi LED per telefoni, tablet e laptop non rappresentano un rischio di danni agli occhi. Ma le intense lampadine utilizzate nei fari delle auto potrebbero risultare pericolose.

I danni delle luci a LED

I LED sono utilizzati per l’illuminazione domestica e stradale, nonché negli uffici e nell’industria. Inoltre, si trovano sempre di più nei fari auto, torce e alcuni giocattoli.

Gli schermi LED per telefoni, tablet e laptop non presentano alcun rischio di danni agli occhi, ha detto l’oculista Francine Behar-Cohen, come riportato dal DailyMail. Il loro rischio è inferiore perché la loro luminosità è molto bassa rispetto ad altri tipi di illuminazione.

Ma questi dispositivi retroilluminati possono “disturbare i ritmi biologici e quindi i modelli di sonno“, soprattutto quando vengono utilizzati di notte o in un ambiente buio. Poiché la lente cristallina nei loro occhi non è completamente formata, i bambini sono particolarmente sensibili a tali interruzioni, ha osservato ancora l’ANSES.

Interferire con il ritmo del corpo può aggravare i disturbi metabolici come il diabete, ma anche le malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro, ha precisato Dina Attia, ricercatrice e project manager presso ANSES.

Inoltre, un effetto stroboscopico in alcune luci a LED (provocato da piccole fluttuazioni nella corrente elettrica) può indurre “mal di testa, affaticamento visivo e un maggior rischio di incidenti”, si legge ancora nel rapporto.

Per l’illuminazione domestica, ANSES ha raccomandato l’acquisto di illuminazione a LED “warm white”, limitando l’esposizione a sorgenti LED con un’elevata concentrazione di luce blu ed evitando schermi a LED prima di andare a dormire.

ANSES ha anche sottolineato che i produttori dovrebbero “limitare l’intensità luminosa dei fari dei veicoli”. Molti, infatti, sono troppo luminosi. Inoltre, l’Agenzia ha messo in dubbio l’efficacia di alcuni filtri e occhiali da sole “anti-luce blu”. La signora Sally Davies, responsabile delle cure mediche del Regno Unito, ha in precedenza affermato che la luce blu è un “importante area di indagine”, riferisce ancora il DailyMail.

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Leva 1996, varesotta di nascita milanese di adozione. Dall’amore per la stampa e la verità alla laurea in Comunicazione. Amante della letteratura e dell’arte, alla ricerca costante di sapienza e cultura. Appassionata di cronaca sportiva e di inchieste, desiderosa di fare della parola il proprio futuro.