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No Vax, allarme morbillo: in Europa già 51mila casi
Salute & Benessere

No Vax, allarme morbillo: in Europa già 51mila casi

No vax, allarme Oms per le morti da morbillo in Europa

Stando ad alcuni dati nel 2017 i morti a causa della malattia in tutto il mondo sono stati oltre 110.000.

Nuovo allarme della Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la agenzia dell’ONU per la salute, in Europa nei primi quattro mesi del 2019 si è raggiunta la cifra di 51.000 nuovi casi di morbillo. Nonostante i grandi sforzi messi in campo in questi anni in ambito di copertura vaccinale le stime parlano di un aumento del 400% rispetto ai numeri del 2016. La situazione peggiore in Europa la stanno vivendo i paesi dell’est, con l’Ucraina che conta più di 24,000 malati. Si è espressa sull’argomento Antonella Amendola, professoressa dell’Università Statale di Milano, responsabile del laboratorio prevenzione rosolia e morbillo.

Cos’è il morbillo

Ai microfoni di Notizie.it la professoressa ha parlato della malattia, definendola: “Una malattia infettiva, di natura virale che si trasmette per via aerea, altamente contagiosa”. Stando ad alcuni dati, nel 2017 i morti a causa della malattia in tutto il mondo sono stati oltre 110.000, indicandola tutt’ora come una delle principali sfide della medicina.

“Il periodo di incubazione è di 10-14 giorni, le prime manifestazioni sono la tosse, il raffreddore, la congiuntivite e la febbre alta.

A questo punto compaiono alcune macchie nel cavo orale, segno distintivo della malattia, che preannunciano successivamente l’insorgenza del rash cutaneo caratteristico. In caso di complicazioni, come ad esempio la polmonite o l’encefalite, vengono influenzati diversi organi sistemici.”

I costanti sforzi

Dall’introduzione delle coperture vaccinali il mondo della sanità ha riscosso diversi successi per quanto riguarda malattie come il infettive. Nei primi anni del XXI secolo infatti in diverse zone del mondo il morbillo era ritenuto eradicato. Anche per altre malattie infettive la vaccinazione ha portato a eccellenti risultati, si pensi al vaiolo, eliminato negli anni 80, e alla poliomielite, i cui casi accertati in tutto il mondo nel 2018 sono stati solo 29.

Nonostante questi successi dal 2017 i rifiuti ai vaccini da parte della popolazione si sono fatti sempre più frequenti, portando ad un innalzamento dei casi in tutto il mondo. “Il morbillo è un importante problema per la salute pubblica – continua la Professoressa Amendola – negli anni 60 rappresentava una delle principali cause di mortalità nel mondo.

Si verificavano infatti circa 2.6 milioni di decessi all’anno”. Stando ad alcuni dati nel 2017 i morti a causa della malattia in tutto il mondo sono stati oltre 110.000, indicandola tutt’ora come una delle principali sfide della medicina.

“La fiducia è l’antidoto alla diffidenza”

Le campagne no vax ed una diffusa mancanza di informazione del tema hanno portato le persone a fidarsi sempre meno dei sistemi sanitari promotrici delle campagne di vaccinazione. Secondo la Professoressa Amendola “La persistenza di casi di morbillo in Europa è dovuto al rifiuto della copertura vaccinale per il timore delle reazioni avverse dei vaccini, questo rifiuto minaccia l’eliminazione del morbillo nel nostro continente e l’eradicazione a livello mondiale della malattia. Paradossalmente il rifiuto si diffonde tanto quanto l’incidenza della malattia si riduce”.

Anche il Ministro della Salute Giulia Grillo in una recente intervista ha affermato che il problema del morbillo sta assumendo un’importante portata sulla salute della popolazione, arrivando a parlare di una “epidemia”.

“La fiducia è l’antidoto alla diffusa diffidenza – conclude la professoressa – bisogna dimostrare che non ci sono altri interessi se non quello della salute pubblica, questo è il primo passo importante”.

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