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Coronavirus, la Croce Rossa avverte l’Oms: “L’epidemia può accelerare”

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Il capo della Croce Rossa Emanuele Capobianchi lancia l'allarme e chiede all'Oms e ai governi controlli più stringenti per fermare il coronavirus.

coronavirus oms raccomandazioni
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L’emergenza coronavirus potrebbe essere solo all’inizio e l’epidemia potrebbe essere destinata ad accelerare in breve tempo: questo l’allarme lanciato dalla Croce Rossa all’Oms. Gli esperti sottolineano che al momento il contagio avviene lentamente e mettono in guardia da inutili psicosi, ma ammettono il rischio di una possibile accelerazione e invitano i governi a prendere precauzioni per non trovarsi impreparati.

Coronavirus, l’appello della Croce Rossa

Emanuele Capobianchi, direttore della Federazione internazionale della Croce Rossa, definisce “preoccupante” la situazione attuale perché “al di là dei casi notificati non sappiamo quante persone siano state effettivamente contagiate dal coronavirus e se il tasso di mortalità dovesse rimanere del 2% non possiamo dire che sia un dato banale, dal momento che quello dell’influenza è dello 0,1%”.

Capobianchi invita poi a “prepararsi ad affrontare un’eventuale emergenza sanitaria“, anche mediante una chiusura dello spazio aereo (come quello già messo in atto dall’Italia che ha portato al raffreddamento dei rapporti diplomatici tra Roma e Pechino): “Fino a oggi l’Oms ha raccomandato di non chiudere i voli dalla Cina, ma potrebbe cambiare indicazioni se la situazione epidemiologica dovesse evolvere in peggio. Bisognerebbe assumere ovunque le decisioni prese nel nostro Paese, che ha anteposto le ragioni della salute a quelle dell’economia”.

“Non voglio fare l’allarmista – continua Capobianchi – ma se l’epidemia dovesse varcare i confini cinesi non più con casi isolati ma con veri focolai di infezione nessuno, nemmeno in Europa, sarebbe attrezzato ad affrontare una vera pandemia“.

Attenzione a maniglie e pulsanti

Un secondo allarme arriva dalla Germania.

Secondo uno studio dell’Istituto di Igiene e Medicina Ambientale dell’Ospedale Universitario di Greifswals, il coronavirus è in grado di sopravvivere al di fuori di un organismo vivente fino a 9 giorni, soprattutto se si trova a basse temperature e elevata umidità. Lo studio ha analizzato superfici di metallo, plastica e vetro nelle immediate vicinanze dei pazienti risultati positivi al virus, come maniglie o pulsanti di chiamata. Secondo un altro studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA è emerso che il 41% delle prime 138 persone risultate infette sono state contagiate proprio all’interno di un ospedale a Wuhan, forse proprio a causa della sopravvivenza del virus sulle superfici.

Come proteggersi

Per proteggersi dal contagio, i ricercatori tedeschi propongono l’utilizzo di disinfettanti con etanolo in percentuale compresa tra il 62 e il 71%, perossido di idrogeno allo 0,5% e ipoclorito di sodio allo 0,1%.

Il prodotto deve essere utilizzato entro un minuto. Meno efficaci risultano invece la clorexidina digluconato e il benzalconio cloruro.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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