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Coronavirus nei bambini: cosa fare in caso di sintomi sospetti

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Nonostante i bambini siano stati colpiti dal coronavirus in misura minore rispetto agli adulti, è bene adottare le dovute cautele.

Coronavirus nei bambini

Si è originato in Cina a partire da dicembre 2019 e in poche settimane ha causato migliaia di contagi, di cui alcuni sfociati in morti, in tutto il mondo: i bambini sembrano risultare colpiti in misura minore dal coronavirus rispetto a quanto avviene per altre epidemie, ma è bene conoscere quali rischi può comportare in loro la contrazione dell’infezione e a chi rivolgersi in caso di sintomi sospetti.

Coronavirus nei bambini

Tuttora la prima causa diretta di mortalità infantile è da ricercare nelle polmoniti virali, causate al 20% dai coronavirus.

Circa 800.000 bambini di età compresa tra 0 e 5 anni muoiono ogni anno per questo motivo, per il totale di un decesso ogni 39 secondi.

Insieme agli anziani e ai malati cronici, i più piccoli, soprattutto i neonati e i bambini sotto i 2 anni, sono infatti maggiormente vulnerabili di altri alle infezioni respiratorie acute. Questo perché il sistema immunitario è ancora fisiologicamente immaturo.

Nonostante ciò l’epidemia originatasi in Cina ha colpito pochi bambini e ragazzi rispetto ad altri contesti epidemici.

Gli esperti hanno dato diverse spiegazioni a questo dato. Alcuni hanno rilevato come moltissime persone infettate dal virus soffrissero già di malattie concomitanti, circostanza che più raramente si verifica nei bambini. Altri hanno sottolineato che sono poi meno esposti ad ambienti rischiosi come i mercati alimentari cinesi. L’origine del coronavirus è infatti ancora incerta ma non si esclude l’ipotesi che a trasmetterla all’uomo siano stati alcuni animali.

Altri ancora hanno fatto un paragone con il virus della varicella. Così come quest’ultimo ha manifestazioni cliniche più gravi nell’adulto, allo stesso modo il COVID-19 contratto in età pediatrica risulta più leggero e non diverso dalle sindromi influenzali. In ogni caso in presenza di bambini immunodepressi o affetti da patologie croniche come asma e fibrosi cistica è necessario avere qualche attenzione in più.


A chi rivolgersi in caso di sintomi

Qualora qualche bambino presentasse i sintomi tipici del coronavirus, il consiglio è di consultare un medico ma senza andare in Pronto Soccorso.

Questo infatti, essendo un luogo chiuso, potrebbe rendere più facile il contagio.

Il Ministero della salute ha poi attivato un numero verde, ovvero il 1500. Gli operatori che rispondono valuteranno di volta in volta come agire. Inoltre Nei reparti di Malattie Infettive degli ospedali, come per esempio avviene al Bambin Gesù di Roma, ci sono stanze predisposte all’isolamento dei più piccoli. Qui questi ultimi vi potranno restare insieme ai genitori fino alla conferma dei test effettuati in laboratorio per verificare la positività o meno al virus.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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