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Coronavirus, tasso di mortalità messo in dubbio da studio americano

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Uno studio pubblicato sull’American journal of epidemiology mette in dubbio i dati ufficiali sul tasso di mortalità dei contagiati da coronavirus.

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Uno dei punti più dibattuti in merito all’emergenza coronavirus è senza dubbio quello sul tasso di mortalità della malattia, al momento difficile da stabilire essendo l’epidemia appena iniziata in molti paesi del mondo. Tuttavia la maggior parte dei ricercatori ritiene che il tasso sia attestabile intorno ad un 3% d mortalità complessiva, cifre che però sono state messe recentemente in dubbio da uno studio pubblicato sull’American journal of epidemiology, il quale critica l’approccio utilizzato per calcolare il tasso dei decessi.

Coronavirus, dubbi sul tasso di mortalità

Nello studio viene affermato come il metodo attualmente utilizzato per stimare il tasso di mortalità sia efficace soltanto ad epidemia conclusa e non quando essa è ancora in corso. Secondo la ricerca il metodo può essere: “Fuorviante se, al momento dell’analisi, il risultato è sconosciuto per una percentuale non trascurabile di pazienti”.

Attualmente infatti il tasso di mortalità al 3,3% viene ottenuto calcolando la percentuale dei 2.618 morti ufficiali con i 79.360 contagiati ufficiali.

I metodi alternativi

Secondo gli autori dell’articolo il tasso di mortalità dovrebbe tenere conto del tempo necessario alla malattia per condurre alla morte del paziente. In questo caso il calcolo da effettuare sarebbe quello di dividere il numero di decessi in un determinato giorno X per il numero totale dei contagiati risalente a tot giorni prima. Facendo così ad esempio – e tenendo conto dei morti del 24 febbraio e dei contagi fino al 14 febbraio – il tasso salirebbe al 3,6%, mentre incrementerebbe fino al 6,5% se si prende un intervallo di tempo di 14 giorni invece che di 7.

Un secondo metodo alternativo tiene invece conto soltanto dei casi clinici chiusi – sia con un decesso che con una guarigione – per cui il tasso di mortalità viene ottenuto dividendo i decessi per la somma dei decessi più i guariti.

In questo caso il tasso balza addirittura al 9,4%.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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