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Coronavirus, ordinare cibo a domicilio è sicuro?

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Le consegne di cibo a domicilio ai tempi del coronavirus, tra sicurezza ed etica.

coronavirus ordinare cibo a domicilio è sicuro
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È sicuro ordinare cibo a domicilio in piena emergenza coronavirus? La risposta non è facile perché naturalmente andrebbe valutato ogni singolo caso, andando a considerare fattori come la grandezza del nostro pianerottolo di casa, il piano del palazzo a cui abitiamo e poi il fattore più importante: l’intelligenza del rider, o fattorino se preferite, e di chi ordina da mangiare.

Immaginate di abitare al 5 piano di un palazzo, di non poter prendere l’ascensore in quanto possibile accumulatore del virus e di avere un pianerottolo molto piccolo dove sarebbe difficile rispettare le distanze di sicurezza. In questo caso far salire il rider fino al piano potrebbe dunque rappresentare per lui un rischio inutile, o meglio evitabile. E se fossi io a scendere a ritirare la consegna? Sicuramente, rispetto alla situazione prima descritta, si faciliterebbe il lavoro dei ragazzi delle consegne, ma anche qui é da valutare ogni dettaglio del momento dello scambio.

Coronavirus, si può ordinare cibo a domicilio?

Al di là del contatto, può essere sicuro mangiare qualcosa di già cucinato che arriva dall’esterno? Al momento non ci sono prove che dimostrino che il coronavirus possa trasmettermi con il cibo.

Lo afferma l’Efsa, Autorità Europea per la sicurezza alimentare, attraverso le parole della sua direttrice scientifica Marta Hugas, che afferma come “le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici riconducibili ai coronavirus, come quelli della SARS e della MERS, evidenziano che non si è verificata trasmissione tramite il consumo di cibi. Al momento non ci sono prove che il coronavirus sia diverso in nessun modo”. Dunque il cibo non dovrebbe essere infettato, ma se si ordina attenzione sempre a toccare gli imballaggi.

Scatole della pizza, vaschette del sushi e buste di qualsiasi tipo, la sicurezza non é mai troppa in questo periodo.


Il valore etico

C’è poi un ulteriore aspetto da considerare, quello etico. È corretto costringere a lavorare in condizione di necessità i fattorini che, già in una situazione normale, rappresentano una delle categorie lavorative meno in sicurezza e con stipendi molto bassi? Ognuno risponda a modo suo.

Lo stesso valore etico può però poi riferirsi anche al fatto che ordinando cibo a casa, i ristoranti possono continuare a guadagnare e non fermarsi del tutto. Anche qui è difficile dire se sia duro o sbagliato. Il consiglio è sempre quello di valutare bene ogni mossa, considerando tutti i fattori che possano portare a un eventuale contatto. Il coronavirus si sconfigge con l’intelligenza.

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.

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