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Coronavirus, quali sono le scoperte più recenti

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Le scoperte sul covid-19: sì, rimane sulle superfici, per questo è bene disinfettare. Dimostrata anche correlazione con sintomi gastrointestinali.

La comunità scientifica mondiale analizza il coronavirus e raggiunge sempre nuove scoperte. Gli studi in questione sono fondamentali per il contrasto della pandemia in corso. Più conosciamo il virus, più siamo in grado di poterlo eventualmente sconfiggere. Tra le scoperte fatte dai ricercatori, ce ne sono alcune rilevanti per la nostra vita quotidiana.

Per esempio, una domanda che spesso ci poniamo è: il covid-19 può restare sulle superfici e sui nostri abiti? La comunità scientifica ha cercato di formulare una risposta adeguata al quesito. Per quanto riguarda le superfici, è stato dimostrato che il virus può resistere più a lungo su alcuni specifici materiali, come l’acciaio e la plastica, meno sul cartone. La permanenza del virus può allungarsi per qualche giorno.

Per questo motivo è sempre bene disinfettare le superfici: sul sito del Ministero della Salute si consigliano disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina).

Coronavirus, le scoperte della ricerca

Per quanto riguarda invece gli oggetti e i vestiti, è molto più difficile che trattengano il virus. Gli oggetti possono comunque essere debitamente disinfettati. Per il vestiario, i ricercatori consigliano di rimuovere le scarpe entrando in casa.

Un’altra scoperta effettuata dalla comunità scientifica concerne il maggior contagio della popolazione maschile. L’Istituto Superiore di Sanità ha fornito un quadro della pandemia in Italia, evidenziando la sproporzione tra i generi. 6 pazienti su 10 sono infatti uomini. Il sesso maschile è più incline a contrarre il virus in maniera grave: gli uomini rappresentano 2 vittime su 3.

Le ricerche si sono poi focalizzate sulle manifestazioni di covid-19 in bambini e ragazzi.

Le statistiche attuali ci dicono infatti che pochissimi minori sono colpiti dal virus, e che non presentano in genere sintomi gravi. Tuttavia, un nuovo studio di prossima pubblicazione su Pediatrics afferma che i neonati possono essere molto esposti al virus. La ricerca è stata condotta su 2mila bambini cinesi e dimostra che circa il 6% di bambini in età prescolare ha dimostrato sintomi gravi di coronavirus.

Tra le altre scoperte interessanti, vale la pena menzionare l’importanza dei sintomi gastrointestinali. Uno studio americano ha infatti posto l’accento su una possibile correlazione tra questi sintomi e quelli legati al coronavirus.

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.


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Beatrice Carvisiglia

Nata a Roma nel novembre del 1992, ha studiato lettere all'università La Sapienza e si è successivamente avvicinata al mondo della comunicazione. Ha collaborato con Bossy e L'Indiependente.

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