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Coronavirus, mascherine e gli errori più comuni: come utilizzarle

Gli esperti spiegano tutti gli errori più nell'utilizzo delle mascherine contro il coronavirus. Quante mascherine esistono e bisogna conservarle?

coronavirus mascherine

Per l’emergenza coronavirus l’uso delle mascherine è una precauzione fondamentale, soprattutto per gli operatori sanitari. Sono innumerevoli, però, gli errori nell’utilizzo da parte di molte persone. Il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) spiega, attraverso l’esperto Giulio Natta di Milano quali sono le norme da rispettare.

Coronavirus, gli errori sulle mascherine

Per utilizzare al meglio le mascherine bisogna tenere a mente delle informazioni importanti, sia per la fase d’acquisto che in quella successiva di fruizione del prodotto.

Bisogna conoscere:

  • le tipologie di mascherine
  • istruzioni d’uso
  • la conservazione

I consigli dell’esperto

Matteo Guidotti, esperto dell’Istituto di scienze e tecnologie Chimiche spiega, per il primo punto relativo alle tipologie di attrezzature, che “esistono due tipologie di mascherine. Quella di tipo chirurgico è ideale nel caso in cui, chi la indossa, è potenzialmente infetto, contaminato o positivo, perché può disporre di un filtro utile per non diffondere il germe patogeno nell’ambiente”.

A queste vanno aggiunte quelle di forma diversa, ovvero la FFP2 o FFP3, che devono essere abbinate ad occhiali protettivi professionali affinché possano risultare efficaci. “Perchè, ricordiamoci – spiega Guidotti -, tra le porte di ingresso del virus, oltre alle vie aeree, ci sono anche le mucose degli occhi”.

Per quanto riguarda, invece, le istruzioni d’uso, importante, oltre al corretto utilizzo sul volto, la conservazione. Sia quando viene indossata che quando viene tolta, è importante toccare la mascherina solo dagli elastici e mai dalla parte anteriore, sulla quale potrebbe essersi depositato il virus. “È soprattutto quando andiamo a togliere la mascherina che tipicamente commettiamo degli errori”– specifica l’esperto Guidotti -. Bisogna poi pensare che quando la togliamo in casa, questo possa essere un oggetto contaminato. E’ quindi assolutamente sconsigliabile lasciarla su un tavolo della cucina, sul mobile in bagno o comunque su parti sempre sensibili”.

La conservazione della mascherina dovrebbe avvenire in un luogo asettico, affinchè il potenziale virus patogeno resti al di fuori degli ambienti casalinghi. Preferibilmente “in una zona filtro all’ingresso della casa, eventualmente un antiporta, un corridoio, un angolo dietro la porta di ingresso o, nel caso più fortunato una parte all’esterno della casa per chi avesse il giardino in cui lasciare questo tipo di dispositivo”.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali.

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