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Coronavirus, psicologia in quarantena: “Saremo più socievoli di prima”

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La quarantena può provocare ansia e stress psicologico. Neil Greenberg spiega come si può stare bene ai tempi del coronavirus coltivando le relazioni.

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Il coronavirus incide sulla psicologia e tutti gli aspetti della vita. In tempi di quarantena soprattutto sulle nostre emozioni ed angosce. Durante i giorni di isolamento si accumulano ansie e paure. L’esperto Neil Greenberg spiega come evitare le abitudini nocive, coltivare quelle buone ed in che modo si può utilizzare la quarantena per costruire rapporti.

Coronavirus, psicologia ai tempi della quarantena

Il coronavirus ha effetti sull’economia, ma anche sulla mente degli italiani. Il pericolo del contagio insieme alla costrizione imposta dal governo del “restiamo a casa” ha generato, inevitabilmente, ansie e paure. Il distanziamento sociale spaventa ma serve. A dirlo è un gruppo di psicologi e medici inglesi. L’equipe si dedica allo studio sull’impatto psicologico della quarantena. Tra loro c’è Neil Greenberg, docente di difesa della salute dell’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience del King’s College di Londra.

Piscologia e Quarantena

“La quarantena potrebbe creare frustrazione e angoscia nelle persone – spiega il docente – ma nessuna difficoltà a lungo termine, soprattutto se è gestita bene dalle autorità. E quando tutto sarà finito…”

Secondo l’esperto lo stato d’isolamento può causare problemi se gestito male: depressione, disturbi dell’adattamento sono i fattori tipici di chi è sottoposto a stress traumatico.

Al contrario, chi invece vive serenamente la quarantena, capendone anche le motivazioni, si sentono motivati e spinti a comprare prodotti alimentari, cercare modi per connettersi con il mondo (ad esempio sperimentare nuovi mezzi di comunicazione per parlare con gli amici e familiari, tipo le videochiamate). Incide molto anche la situazione economica, in quanto chi soffre di disagi di tipo finanziario sentirà maggiormente il peso della reclusione e l’impossibilità ad agire, quindi a guadagnare.

La quarantena, come già accennato ha come effetti, sulle persone disturbate sensazioni di angoscia e frustrazione. “E nelle persone che hanno già problemi di salute mentale- spiega Greenberg-, è possibile che essere obbligati alla quarantena potrebbe portare a un deterioramento della loro salute mentale. Inoltre, le famiglie che hanno relazioni spezzate trovandosi a stare insieme per periodi prolungati, potrebbero avere più difficoltà ad affrontare tutto ciò”.

I rapporti familiari

Il 12% degli italiani affronta già difficoltà in famiglia a causa della quarantena. Nel tempo potrebbero scoprire relazioni tese, che non sono inconsuete all’interno del tessuto familiare. La quarantena, in questo caso, risulta l’occasione giusta per rafforzare alcuni rapporticome quando qualcuno aiuta un suocero tecnologicamente ingenuo a creare un account WhatsApp o cose simili” spiega l’esperto.

Quali saranno le conseguenze?

Ma è possibile che dopo un’esperienza simile gli italiani sviluppino dei disturbi? Secondo una ricerca del 2005 gli individui messi in quarantena per la Sars hanno sviluppato un PTSD (disturbo post traumatico da stress) come quello dei soldati che tornano dal fronte.

In realtà, come spiega Greenberg, “nell’attuale crisi, il PTSD a causa della quarantena non è un risultato probabile, anche se quando la quarantena è scarsamente amministrata è vero che possono verificarsi depressione o disturbi dell’adattamento“.

Anzi, dopo la quarantena “le cose torneranno sostanzialmente a una nuova normalità. Anzi, è persino possibile che alcune persone acquisiscano nuove competenze relazionali e saranno in grado di rimanere in contatto con gli altri persino più di prima che scoppiasse l’epidemia di COVID-19″.

Come evitare problemi psicologici in quarantena

Per evitare disagi anche di tipo psicologico Neil Greenberg consiglia di evitare l’esposizione eccessiva ai resoconti dei media, cercare di dialogare di più con la famiglia ed amici, sperimentando anche nuove forme di comunicazione ed instaurare con i social un rapporto positivo. Bisognerebbe anche evitare, per quanto possibile, un rapporto morboso con il cibo ed una vita sedentaria. “Quindi, prestiamo attenzione a un’alimentazione sana, a un sonno sufficiente, a una qualche forma di esercizio e a limitare la dipendenza da alcol, sigarette, gioco d’azzardo o droghe illecite” conclude Greenberg.

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.


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Annalibera Di Martino

Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli. Ha una laurea in arti visive, musica e spettacolo, un master in giornalismo e comunicazione ed uno in organizzazione e promozione di Festival ed eventi musicali. Ha studiato canto e pianoforte, incidendo un album e partecipando a premi nazionali come il Premio Mia Martini. Appassionata di spettacolo, televisione e musica italiana, da anni segue il Festival di Sanremo nonché manifestazioni sul territorio concernenti le arti visive.

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