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L’opinione di Pinella Petronio

Coronavirus, 10 motivi per essere felici in quarantena e smetterla di lamentarci

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Senza sottovalutare il dramma della pandemia di Coronavirus, ci sono almeno 10 buoni motivi per essere felici in quarantena e smetterla di lamentarci.

essere felici in quarantena: 10 motivi
come essere felici in quarantena

L’appuntamento quotidiano con il Bollettino della Protezione Civile alle 18. Le mille teorie di scienziati e virologi che pensano di avere ciascuno la verità in tasca e che ci fanno sprofondare in uno stato confusionale da cui non riusciamo ad uscire. I complottisti. Le polemiche. Lo sciacallaggio politico. Il cinismo. L’ignoranza. Mascherina sì, mascherina no. Quelli che cantano dai balconi. Quelli che odiano chi canta dai balconi perché dicono sia mancanza di rispetto per le vittime di Coronavirus. Le catene su whatsapp. La paura per quello che c’è fuori. La preoccupazione per il lavoro congelato fino a data da destinarsi. Ma si può essere felici in una situazione del genere? Sì, possiamo esserlo. Possiamo esserlo un po’ ogni giorno, anche se siamo in quarantena da ormai tre settimane.

Coronavirus, 10 motivi per essere felici in quarantena

  1. Essere vivi. Ogni mattina, quando apriamo gli occhi, facciamo un respiro profondo per verificare che i nostri polmoni funzionino ancora. Appurare che funzionano.

    Sentirsi grati a Dio per questo.

  2. Trovare modi alternativi per festeggiare il compleanno di un amico che compie gli anni in quarantena. Organizzare una videochiamata con gli amici più stretti. Reperire i palloncini che abbiamo in casa da Capodanno del 1998. Vestirsi bene, mettersi un filo di rossetto, preparare un piccolo aperitivo. Stappare una bottiglia di bolle insieme a lui. Il party che aveva sognato ci sarà, come quel viaggio che aveva preventivato di fare per festeggiare il suo compleanno. Serve solo pazienza. Il tempo è tutto quello che in questo momento abbiamo.
  3. Ascoltare i nostri idoli cantare al pianoforte in diretta Instagram le canzoni che ci hanno accompagnati per tutta la vita. Perché la musica è conforto, leggerezza, ricordo, riflessione e serenità. Perché la musica ci salva sempre.
  4. Fare un houseparty con la nostra migliore amica. Chiacchierare con lei come fossimo sedute al tavolo del bar dove siamo solite pranzare.

    Giocare con la sua bimba, a casa dal nido, che ci sorride dallo schermo arricciando il naso e salutando con la manina.

  5. Sentire tutta la nostra famiglia ed essere confortati dal sapere che stanno tutti bene.
  6. Vedere crescere il nostro nipotino, anche se dallo schermo di un telefonino. Vederlo prima camminare incerto, poi sicuro e spedito, poi correre da una parte all’ altra della casa, mentre saluta case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale, perché nel frattempo ha anche imparato a dire “Ciao ciao”. È incredibile quante cose imparano a fare nel giro di poche settimane.
  7. Le piccole botteghe di quartiere, che si stanno adoperando per non farci mancare nulla in questi giorni di reclusione e di lunghe code al supermercato. Il momento esatto in cui suonano alla porta e ti recapitano frutta e verdura fresca, litri di vino (non è un bene di prima necessità, ma in questi giorni difficili un bicchiere di rosso è un vero conforto), uova fresche, pane e latte.

    Addentare laprima fragola di stagione. Esprimere un desiderio.

  8. Aprire la finestra e rendersi conto che è primavera. Lo sa il sole diventato più caldo e lo sa l’albero nella piazza di fronte che si è riempito di foglie verdi su quei rami che prima erano spogli.
  9. Le lenzuola fresche di bucato. Anzi, ancora meglio. La combinazione lenzuola pulite, shampoo appena fatto e pigiama profumato di ammorbidente.
  10. Prepararsi un piatto di spaghetti alle vongole. O uno di Gricia. O uno di pasta al forno. O un risotto. Insomma, coccolarsi con il cibo (e senza troppi sensi di colpa) può regalarci un momento distraordinaria felicità.

Questo non significa essere frivoli e superficiali, sottovalutare il dramma della pandemia o non avere il cuore a pezzi per chi non ce l’ha fatta. Questo significa imparare a vivere meglio, forse anche bene, in una situazione di temporanea cattività

100% Made in Sicily, vivo a Milano ma non perdo il mio accento. Sono fatta per il 60% di prosecco. Scrivo di moda e beauty. Amo le scarpe, il rossetto e lo smalto rosso. Il mare sempre e comunque. Scrivere ovunque e quantunque. L’unico sport che pratico è girare le pagine dei libri, rigorosamente sdraiata sul divano.


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Pinella Petronio

100% Made in Sicily, vivo a Milano ma non perdo il mio accento. Sono fatta per il 60% di prosecco. Scrivo di moda e beauty. Amo le scarpe, il rossetto e lo smalto rosso. Il mare sempre e comunque. Scrivere ovunque e quantunque. L’unico sport che pratico è girare le pagine dei libri, rigorosamente sdraiata sul divano.

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