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Coronavirus, c’è differenza tra numero di contagi e casi positivi?

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Esiste una differenza tra il numero di contagi da coronavirus e il totale dei positivi: due parametri per due significati.

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Nei giorni dell’emergenza coronavirus un appuntamento fisso della giornata degli italiani è quello con il bollettino delle 18:00 della Protezione Civile, nel quale vengono comunicati i numeri dei casi positivi, dei morti e del totale dei contagi delle ultime 24 ore. Ma che differenza c’è tra il numero dei positivi e quello dei contagi? Il rischio di fare confusione tra questi fattori è alto e potrebbe impedire di cogliere appieno l’andamento reale della situazione.

Coronavirus, la differenza tra contagi e positivi

Iniziamo col dire che il numero dei contagi complessivi riguarda la quantità totale di persone risultate positive al Covid-19 da quando è iniziato il monitoraggio. Ciò significa che in questo numero rientrano: gli attuali malati, i pazienti guariti e i pazienti deceduti. Per positivi si intende invece il numero di persone che in quel giorno specifico risultano affette da coronavirus. Si tratta evidentemente dunque di due parametri distinti. Il numero dei positivi corrisponde a quante persone vive e positive ci sono nell’istante della rilevazione.

È dunque normale che il numero di positivi sia inferiore al numero dei contagiati (che comprendono decessi e guariti); man mano che ci avvicineremo all’uscita dall’emergenza il numero dei positivi tenderà a scendere ulteriormente, scollandosi in maniera ancora più significativa da quello dei contagiati.

É inoltre importante sottolineare che i numeri che vengono forniti ogni giorno alle 18:00 riguardano esclusivamente i pazienti che sono stati sottoposti a tampone nelle 24 ore e sono risultati positivi. Restano poi fuori dai dati ufficiali coloro che hanno lamentato sintomi lievi, ma non sono stati sottoposti a tampone, e gli asintomatici.

Il significato dei numeri

Volendo dare un’interpretazione logica ai numeri possiamo affermare dunque che il numero dei contagi complessivi, o meglio il suo aumento, offre la misura di quanto rapidamente la malattia si stia diffondendo, mentre l’aumento dei casi positivi indica quante persone necessitano assistenza in quel frangente specifico e anche il livello di pressione sul sistema Italia: che si tratti di degenze in terapia intensiva o pazienti in isolamento domiciliare che necessitano controlli e assistenza.

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.


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luigi

i parametri numero contagi e numero positivi, così come descritti, non possono dare una esatta rappresentazione dell’andamento del fenomeno; infatti supponiamo che oggi i contagi siano 4000 – i morti 2000 ed i guariti 2000 i positivi (ossia coloro che necessitano di assistenza) risulterebbero, secondo quel criterio, 100 in meno rispetto al giorno precedente, con una falsa rappresentazione quindi di un fenomeno in diminuzione. in tale ipotesi, considerato l’elevato numero di morti, sarebbe da valutare invece come disastroso aumento.

luigi

i parametri numero di contagi e numero positivi,così come descritti non possono dare una esatta rappresentazione dell’andamento del fenomeno.infatti se ipotizziamo che oggi ci siano 4000 contagi ;2000 morti e 2000 guariti ne deriverebbe che il numero dei positivi( quelli che necessitano di assistenza), rispetto al giorno prima, diminuisce di
100 unità con un falsa rappresentazione di un fenomeno in diminuzione anziche di una vera catasfrofe.

luigi

Errata corrige : ho fatto l’ipotesi di 4000 contagi è da intendersi invece 3000 contagi 2000 morti e 2000 guariti. il resto rimane confermato

luigi

in tale ultima ipotesi il numero dei positivi (ossia quelli che necessitano di assistenza )a diminuirebbero addirittura di 1000 unità (e non di 100 come erroneamente precedentemente indicato.)


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.

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