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Coronavirus, l’Oms avverte: “È dieci volte più letale dell’influenza”

Nel corso di un brefing il direttore dell'Oms ha dichiarato che il coronavirus Covid-19 è dieci volte più mortale dell'epidemia di influenza del 2009.

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Anche l’Oms conferma come il coronavirus Covid-19 non sia assolutamente paragonabile a una classica influenza stagionale, come invece affermato da numerosi rappresentanti politici nei mesi scorsi quando ancora la pandemia non era esplosa in tutta la sua gravità.

Nella giornata del 13 aprile infatti, il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha spiegato come il tasso di mortalità del Covid-19 sia almeno dieci volte superiore a quello di una normale influenza.

Coronavirus, più mortale dell’influenza

Durante un briefing tenutosi a Ginevra sull’attuale situazione della pandemia nel mondo, il direttore Ghebreyesus ha dichiarato: “Le prove provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che il COVID-19 si diffonde rapidamente e sappiamo che è dieci volte più mortale del virus responsabile dell’influenza del 2009.

Ghebreyesus ha inoltre aggiunto come le misure di restrizione agli spostamenti dovranno in futuro essere allentante molto lentamente, senza che la fine del lockdown avvenga in maniera improvviso. Il direttore generale ha poi auspicato la possibilità che in quella fase vengano implementate misure di tracciamento dei contagiati: “In Paesi con una larga parte di popolazione in condizioni di povertà, gli ordini di restare a casa e le altre restrizioni utilizzate possono non essere molto pratiche.

Molte persone povere, migranti e rifugiati vivono già in condizioni di sovraffollamento, con poche risorse e scarso accesso alla salute pubblica”.

La questione delle mascherine

Per quanto riguarda invece le mascherine, il portavoce dell’Oms David Nabarro ha spiegato che il loro utilizzo potrebbe diventare la norma in molti paesi del mondo nei prossimi mesi, perlomeno fin quando non si sarà usciti completamente dalla fase di pandemia: “Non sappiamo se le persone che hanno avuto il virus rimarranno immuni e non sappiamo quando avremo un vaccino. Per questo motivo qualche forma di protezione facciale sono sicuro che diventerà la norma, almeno per dare rassicurazione alle persone”.

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