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Coronavirus, il mondo attende il vaccino: 5 studi in fase avanzata

Coronavirus e ricerca del vaccino: i ricercatori della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations hanno realizzato un articolo su Nature

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Tutto il mondo attende il vaccino contro il coronavirus (Covid-19): per 5 studi è partita la fase clinica. Ciò significa per alcuni ipotetici vaccini è cominciata la sperimentazione sull’uomo. I ricercatori della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations hanno realizzato un articolo sulla rivista scientifica Nature raccogliendo i dati ed i dettagli provenienti da tutto il mondo.

“C’è un’intensa attività globale di ricerca e sviluppo per sviluppare un vaccino contro la malattia”, hanno spiegato gli esperti.

Coronavirus, alla ricerca del vaccino

Nello specifico gli studi clinici candidati a diventare vaccini contro il coronavirus sono 115.

78 di essi sono confermati come ricerche in corso. 73 sono poi i progetti attivi che si trovano nella fase cosiddetta preclinica o esplorativa mentre 5 sono in fase di sperimentazione avanzata. L’attività di ricerca in tutto il mondo, insomma, non si è più fermata da quando l’11 gennaio 2020 è stata pubblicata la sequenza genetica del Sars-CoV-2. “Stiamo tutti cercando di fare qualcosa – ha detto Peter Hotez, condirettore del Texas Children’s Hospital Center for Vaccine Sviluppo presso il Baylor College of Medicine – per cui non ci sono quasi precedenti per accelerare con un vaccino nel mezzo di una pandemia”.

In cosa consisterebbe la cura

“La portata dell’impatto umanitario ed economico – si legge nell’articolo di Nature – della pandemia Covid-19 sta portando alla valutazione di piattaforme tecnologiche in grado di accelerare lo sviluppo dei vaccini. Tanto che il primo candidato ha avviato test clinici umani con una rapidità senza precedenti, il 16 marzo scorso, seguito poco dopo da altri.

Il vaccino potrebbe consistere in una versione indebolita o inattiva del coronavirus, o in una parte di una proteina di superficie o in una sequenza di Rna o Dna, iniettata nel corpo all’interno di una nanoparticella o di un altro virus, come il morbillo. La produzione e la purificazione dell’intero virus Sars-CoV-2 ad alte concentrazioni potrebbero richiedere strutture con certificazione di livello 3 di biosicurezza”.

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