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Coronavirus, l’aria condizionata potrebbe favorire la diffusione e il contagio

Una ricerca cinese ha messo in luce come l'aria condizionata possa influire sulla diffusione del contagio da coronavirus.

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Secondo una ricerca cinese coordinata da Jianyun Lu del Guangzhou del Center for Disease Control and Prevention, l’aria condizionata potrebbe favorire il contagio da coronavirus. Infatti, le goccioline dell’infezione potrebbero diffondersi più rapidamente quando trovano come veicolo la climatizzazione.

Lo studio ha preso in esame dieci individui appartenenti a tre diverse famiglie che hanno mangiato ai tavoli adiacenti in un ristorante di Canton. Molti virologi, inoltre, temono che questa particolare rilevazione non sia da sottovalutare.

Coronavirus, il ruolo dell’aria condizionata

L’arrivo del caldo e dell’estate, oltre a non eliminare il virus – come ha rivelato un ricerca francese, spiegando a quale temperatura il coronavirus scompare – potrebbe invece essere un ulteriore fattore di rischio. Con l’accensione dei climatizzatori, le goccioline verrebbero diffuse in tempi più rapidi e il contagio potrebbe risultare più semplice. Una ricerca cinese condotta da alcuni ricercatori, infatti, ha messo in luce la correlazione tra aria condizionata e diffusione del coronavirus.

La ricerca ha preso in esame dieci componenti di tre famiglie diverse che hanno mangiato nello stesso ristorante di Canton il 24 di gennaio. Il locale era senza finestre e aveva la climatizzazione accesa. I tavoli, inoltre, si trovavano a meno di un metro di distanza. In uno di questi tavoli, il paziente A1 sedeva con altri quattro membri della sua famiglia.

Su ogni lato, anche altre due famiglie, C e B, si stavano preparando a mangiare. I commensali era 21 in totale, di cui 10 sarebbero stati infettati dal coronavirus. Il paziente A1, considerato come paziente “zero”, era tornato da Wuhan con la sua famiglia il giorno prima. Poche ore dopo aver mangiato, inoltre, ha iniziato a mostrare i primi sintomi di febbre e tosse.Qualche giorno dopo, però, anche altri nove commensali delle tre famiglie presenti al ristorante si sono ammalate di coronavirus. Su un totale di 83 clienti presenti nel locale, solo 10 sono risultati infetti: erano tutti attorno al paziente A1 e sotto il flusso di entrata e uscita dalla macchina di condizionamento dell’aria.

Le conclusioni

Lo studio ha quindi osservato le possibile vie di trasmissione, notando come “la causa più probabile di questo focolaio è il contagio da gocce respiratorie” la cui diffusione era favorita dal condizionamento. Ma non bisogna trarre conclusioni affrettate.

Secondo l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento Refrigerazione (Aicarr), infatti, sarebbe vero il contrario: cioè che l’aria condizionata aiuta “a ridurre il rischio di diffusione” del coronavirus. “Nella situazione che oggi stiamo vivendo – si legge in un comunicato dell’associazione – l’uso degli impianti è indispensabile, perché sono l’unica soluzione per diluire la concentrazione del virus negli ambienti chiusi e quindi ridurre il rischio di contagio”.

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