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Coronavirus, Carlo Lombardi: “Una persona su 5 presenta difficoltà respiratorie”

Un paziente su cinque circa sviluppa una forma di coronavirus molto grave che comporta anche importanti difficoltà respiratorie.

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Occorre investire nelle previsioni secondo Carlo Lombardi, responsabile dell’unità di Allergologia e Pneumologia dell’Istituto ospedaliero fondazione Poliambulanza di Brescia. Infatti, “circa una persona su cinque che si ammala gravemente di coronavirus presenta difficoltà respiratorie“. Ciò significa, in altre, parole, che terminata la fase acuta della malattia, questi pazienti avranno bisogno di una “ossigenoterapia a lungo termine” domiciliare.

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Lombardi ha spiegato poi che chi si ammala di Covid-19 sviluppa “polmonite a focolai multipli che spesso porta all’insufficienza respiratoria”.

Coronavirus e difficoltà respiratorie

Circa un paziente su cinque che si ammala gravemente di coronavirus sviluppa forme gravi di difficoltà respiratorie. Per questo motivo, una volta terminata la degenza, occorre intraprendere un processo di recupero. Un ruolo chiave in tal senso è costituito dalla cosiddetta ossigenoterapia a lungo termine domiciliare. Carlo Lombardi ha spiegato la differenza tra il fattore domiciliare e quello che avviene in ospedale.

“L’ossigeno non è solo un elemento essenziale per la respirazione, ma è stato anche documentato il suo utilizzo come farmaco per quei pazienti che non sono in grado di scambiare adeguatamente l’ossigeno dall’aria alla circolazione sanguigna”.

Il termine “long-term” a domicilio, dunque, si prende in considerazione nel momento in cui “un paziente presenta stabilmente una ridotta tensione arteriosa di ossigeno, cioè una bassa saturazione di ossigeno e un’altrettanto limitata pressione parziale di ossigeno”. In terapia intensiva, invece, “l’ossigenoterapia è impiegata in situazioni di insufficienza respiratoria acuta”.

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