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Clorochina e coronavirus, Ema: “Rischio effetti sul cuore”

Coronavirus, la clorochina è uno dei farmaci utilizzati contro il nuovo virus. Ma arriva l'allarme di Ema: "Non abusarne, rischi per il cuore".

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Clorochina e coronavirus, l'allarme: "Non abusatene"

Clorochina e coronavirus, arriva l’allarme da parte di Ema. L’Agenzia europea medicinali, infatti, segue la stessa linea di Rick Bright, medico americano rimosso da Trump perché contestava le cure con clorochina. “Si raccomanda agli operatori sanitari di monitorare attentamente i pazienti con Covid-19 che ricevono clorochina o idrossiclorochina e di tenere conto dei problemi cardiaci preesistenti che possono rendere i pazienti più inclini a sviluppare problemi del ritmo cardiaco.

Gli operatori sanitari – si legge ancora nella nota – devono considerare attentamente la possibilità di insorgenza di effetti indesiderati, in particolare con i dosaggi più elevati, e prestare particolare attenzione quando si associa il trattamento con altri medicinali, come l’azitromicina, che possono causare effetti indesiderati simili sul cuore”.

Clorochina e coronavirus

Secondo quanto evidenziato da Ema, infatti, è noto come la clorochina: “Così come la idrossiclorichina, sono medicinali che possono causare disturbi del ritmo cardiaco e questi possono essere aggravati se il trattamento è combinato con altri medicinali, come l’antibiotico azitromicina, che hanno effetti simili sul cuore. Recenti studi hanno riportato gravi disturbi del ritmo cardiaco, in alcuni casi fatali, con clorochina o idrossiclorochina, in particolare se assunti a dosaggi alti o in associazione con l’antibiotico azitromicina”.

Inoltre, sempre secondo Ema: “La clorochina e l’idrossiclorochina sono attualmente autorizzate per il trattamento della malaria e di alcune malattie autoimmuni. Oltre agli effetti indesiderati a carico del cuore, sono medicinali noti per causare potenziali problemi al fegato e ai reni, danni alle cellule nervose che possono portare a convulsioni (scosse) e riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia)”. L’Agenzia europea medicinali ricorda come: “I dati clinici sono ancora molto limitati e non conclusivi e gli effetti benefici di questi medicinali in Covid-19 non sono stati dimostrati.

Sono necessari risultati di studi ampi e ben disegnati per trarre qualsiasi conclusione”.

Benefici e rischi della clorochina

“Alcuni studi clinici che stanno attualmente valutando l’efficacia della clorochina o dell’idrossiclorochina nel trattamento di coronavirus utilizzano dosaggi più elevati di quelli raccomandati per le indicazioni autorizzate. Considerato che possono verificarsi gravi effetti indesiderati anche con le dosi raccomandate, dosi più elevate possono aumentare il rischio di questi effetti indesiderati, inclusa un’anomala attività elettrica che influisce sul ritmo cardiaco (prolungamento del tratto Qt)”, avverte ancora l’Ema.

Ma quali sono benefici e rischi della clorochina? “Questi medicinali devono essere utilizzati solo nell’ambito di studi clinici o in linea con i protocolli concordati a livello nazionale e non senza prescrizione medica e la supervisione di un medico”. L’Ema e le autorità nazionali competenti “stanno monitorando attentamente la situazione e hanno aumentato il monitoraggio della sicurezza dei medicinali impiegati nel trattamento di Covid-19, in modo da agire tempestivamente quando necessario”.

L’analisi di Prescrire

Secondo uno studio dalla rivista medica Prescrire, effettuato analizzando le principali ricerche compiute fino a questo momento sul farmaco, al momento non sarebbero emersi vantaggi evidenti in merito all’utilizzo dell’idrossiclorochina nella cura del coronavirus mentre, al contrario, in molti casi sono stati evidenziati gli effetti collaterali del composto antimalarico.

Proprio per quanto riguarda i problemi cardiaci dovuti alla somministrazione della clorochina assieme all’antibiotico azitromicina, Prescrire ha riportati i dati di uno studio compiuto su 84 pazienti Covid ricoverati a New York. Analizzando i loro elettrocardiogrammi, circa l’11% di questi pazienti trattati con clorochina e azitromicina ha avuto un prolungamento dell’intervallo QT superiore a 500 millisecondi: vale a dire la cosiddetta soglia d’allarme prima che compaia aritmia cardiaca e torsioni di punta tachicardia ventricolare.

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