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Coronavirus, vaccino Israele: “Scoperti anticorpi che neutralizzano Covid”

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Contro il coronavirus è in arrivo un vaccino passivo da Israele. Si tratta di una terapia che interrompe il decorso della malattia.

coronavirus vaccino Israele
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Mentre nel mondo il coronavirus continua a mietere vittime, medici e scienziati sono al lavoro per individuare un vaccino in grado di debellare il Covid-19: da Israele sembrano arrivare novità rassicuranti. Mentre la Cina si dice fiduciosa sulla cura individuata e Oxford prosegue con le sperimentazioni, da Israele arriva una terapia sviluppata dopo l’isolamento di alcuni anticorpi monoclonali neutralizzanti.

Naftali Bennet, ministro della Difesa di Israele, ha commentato positivamente i risultati ottenuti dai laboratori dell’Ibbr e si è detto ottimista sull’efficacia di questa cura.

Coronavirus vaccino: una terapia da Israele

Da Israele erano arrivati i primi risultati scientifici per la creazione di un vaccino contro il nuovo coronavirus.

Ora nel laboratorio dell’Israel Institute for Biological Research, i ricercatori hanno isolato una proteina che, una volta inserita nel corpo di un paziente malato di Covid-19, funziona da immunosoppressore. La terapia interromperebbe il decorso della malattia, fino a una graduale guarigione.

Non si tratta di un vaccino, quindi non permetterà di prevenire la malattia, ma può essere un ottimo punto di partenza per una cura efficace, in grado di salvare vite”, hanno fatto sapere gli studiosi da Israele.

Nelle ultime settimane i ricercatori israeliani sono riusciti a individuare e isolare altri sette diversi tipi di anticorpi. Ora bisognerà proseguire con le sperimentazioni necessarie della terapia. Una volta raggiunti i risultati auspicati, si potrà iniziare la produzione su larga scala di un farmaco in grado di frenare gli effetti del Covid-19 sull’organismo.

Negli stessi laboratori, i ricercatori israeliani stanno lavorando all’individuazione di un vaccino. I primi risultati sono incoraggianti: la prima sperimentazione sui topi, infatti, ha avuto esito positivo. Per il momento, non si escludono possibili mutazioni del virus e, per questo motivo, un vaccino vero e proprio potrebbe risultare inefficace. Così si è al lavoro per la creazione di un trattamento che costituisca un vaccino passivo, che non previene l’infezione ma permetta di curare i pazienti in caso di contagio.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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