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Coronavirus, aumenta il numero di ipocondriaci

Sono molte le persone che iniziano a manifestare una paura ossessiva di contrarre il coronavirus.

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In seguito al lockdown dovuto all’emergenza coronavirus sono molte le persone che iniziano a manifestare una paura ossessiva di infettarsi. La ripresa delle maggior parte delle attività, infatti, ha iniziato a portare alla luce diversi “effetti clinici e psichici del post isolamento da Covid”.

Coronavirus ed ipocondriaci

Come riporta il Messaggero, Giulia Maffioli vicepresidente Anapp, Associazione nazionale psicologi e psicoterapeuti, ha dichiarato: “Stiamo toccando con mano i diversi effetti clinici e psichici del post isolamento da Covid.

Dalle sindromi ansiose-depressive riemerse improvvisamente, al desiderio di continuare a restare a casa ritirandosi dalla socialità fino a paure, a volte, anche invalidanti di contrarre la malattia. L’allerta ha scatenato situazioni sicuramente pregresse che, chissà, senza l’emergenza forse sarebbero rimaste ancora silenti. Sia chiaro,infatti, un aspetto: chi oggi manifesta in modo evidente una simile tendenza aveva già in sé una modalità di paura e controllo”.

Per poi aggiungere: “Tutto è accaduto all’improvviso sia per chi si è ritrovato con l’ansia da ipocondriaco sia per i suoi familiari che sicuramente hanno problemi di convivenza.

Il forte bisogno continuo di controllo, in questo momento, si scontra con la realtà anche la situazione sta lentamente regalando segnali positivi. La lotta è impari, dal momento che non si ha a che fare con il razionale. Sembra difficile smettere. Importante è aiutarli a capire che si tratta di una situazione transitoria senza scherzare troppo o criticare”.

Secondo gli esperti questa sindrome, detta “della capanna” porta le persone che ne sono affette a percepire ogni minimo sintomo come un chiaro segno di infezione da Covid-19.

La psicologa Giulia Maffioli ha quindi affermato che “si può intervenire sicuramente con il sostegno di chi è vicino a chi si ritrova, e non sono pochi, a guerreggiare con un fantasma onnipresente. Si è sicuramente in tempo per ritrovare un equilibrio che permetta lentamente di affrontare anche una situazione complessa come questa senza vivere evitando ogni evento, ogni relazione. O solo due passi”.

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