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Coronavirus, focolai nella logistica: i pacchi corriere sono sicuri?

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Con i cluster di Bartolini e Tnt, tanti si chiedono se si può contrarre il Covid-19 con i pacchi che arrivano nelle nostre case. Che dice la scienza?

Pacchi Bartolini

Con l’aumento di positivi al coronavirus nei centri di logistica, in tanti si chiedono se i pacchi con corriere sono sicuri. Non sono in pochi a pensare che il rischio di contrarre il Covid-19 sia molto alto. Lo stesso allarme era emerso nelle prime fasi della pandemia in Cina.

A fine gennaio, in tanti si domandavano se un pacco proveniente dall’Asia potesse ritenersi infetto oppure no.

Il coronavirus tra i pacchi corriere: il caso di Bologna

L’associazione fra Covid-19 e pacchi è riemersa con i casi riscontrati presso la Bartolini di Bologna: nell’ azienda di trasporti emiliana si segnala focolaio che, finora, ha coinvolto 158 positivi, tanto da aver costretto l’azienda di logistica a chiudere i magazzini.

I primi a essere riscontrati come positivi al Coronavirus, nella Bartolini di Bologna, sono stati due magazzinieri e per questo motivo si è disposta la chiusura, immediata, del magazzino a scopo precauzionale.

Paura coronavirus anche alla Tnt

Sempre a Bologna, un secondo cluster è stato registrato presso la Tnt. Dopo quello alla Bartolini, si tratta di un nuovo focolaio che finora interessa 43 casi. A denunciare la situazione per il settore Logistica e Trasporti è stato il sindacato di riferimento: stando ad alcune informazioni, u lavoratori si sarebbero rifiutati di stare in magazzino ritornando a casa.

Covid: i pacchi sono sicuri?

L’insorgenza di nuovi focolai preoccupa molti. Se si considera che questi siano centri logistica connessi alle case di milioni di italiani, è legittimo chiedersi se ci si può infettare aprendo una scatola. Ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata chiara. Principale veicolo di contagio sono i droplets, le goccioline emesse quando si parla. Secondo gli esperti, quindi, la trasmissione per contatto con le superfici è molto improbabile.

Tuttavia, non impossibile. Per questo, gli esperti consigliano sempre di lavarsi le mani e non toccarsi naso e bocca. Nella sua pagina dedicata alle domande e risposte sul coronavirus, l’Organizzazione Mondiale della Sanità , specifica: il patogeno “può sopravvivere fino a 72 ore su plastica e acciaio inossidabile, meno di 4 ore su rame e meno di 24 ore su cartone“.

Se anche il cartone di un pacco fosse stato contaminato da un addetto positivo – che dovrebbe sempre indossare la mascherina -, le condizioni ambientali possono abbattere rapidamente la viralità del patogeno sulla superficie.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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