×

Troppo smart working fa male alla salute: lo studio di DirectApply

Condividi su Facebook

La ricerca sullo smart working fatta da un team di ricercatori ha suscitato qualche polemica: ci sarebbero rischi per la salute da non sottovalutare.

Susan, modello smart working per la salute

Chi pensava che lo smart working facesse bene alla salute, deve ricredersi a detta di uno studio elaborato negli Usa. C’è chi ironizza, ma la questione è stata presa seriamente. Un team di ricercatori della società DirectApply ha analizzato gli effetti del lavoro da casa nel lungo termine.

I risultati sono sconvolgenti.

Smart working? Farebbe male alla salute

La ricerca ha considerato un tempo molto lungo, circa 25 anni. I risultati dell’elaborazione sono stati condensati in un modello 3D. La rappresentazione digitale, di nome Susan, è stata pubblicata online, diventando virale.

Gli aspetti critici sono tanti: obesità, occhi arrossati e secchi, trascuratezza generale, calvizie e infiammazioni per l’uso spasmodico del computer. E non è tutto: secondo DirectApply, questo atteggiamento farebbe male seriamente alla salute. Il paradosso di tutto questo è che, in smart working, c’è chi pensa di avere più tempo libero: per molti non è assolutamente così. Le ripercussioni non sono solo fisiche, come i frequenti mal di schiena. In molti accusano stress psicologico e disturbi d’ansia.

Le repliche allo studio

Non tutti sono d’accordo con l’elaborazione della ricerca. Per tanti lavoratori, lo smart working consente una migliore gestione della casa, tempo libero per fare attività fisica o per coccolare se stessi. C’è chi, per giunta, elenca i benefici dello stare più tempo con la famiglia, tanto quanto gestire la propria casa. Sono tanti i commenti di coloro che hanno voluto replicare a Susan: “Ho perso 5kg perché mangio meno e meglio.

Ho tempo di fare sport perché non perdo vita in treno. Riesco a gestire meglio la casa perché anzi che fare pausa caffè al bar ho il bucato steso e ritirato all’ora giusta del sole. Tingo i capelli come facevo prima” risponde un utente. C’è chi sostiene di essere “dimagrita lavorando da casa, perché non mangio tutti i giorni fuori” e chi si sente “meno stressata perché non devo rischiare di farmi ammazzare in motorino per il traffico di Roma.

Ho più tempo libero perché posso gestire tutto l’arco della giornata. Spiace per Susan“.

Le ripercussioni economiche dello smart working

Il lavoro da casa una ripercussione diretta l’ha avuta: il calo dei consumi nei ristoranti. A giugno, Unimpresa ha lanciato un allarme: in quel mese, nonostante l’allentamento del lockdown, il 30% di ristoranti e negozi non ha aperto. Per molti gestori, la riapertura non riesce a compensare i costi fissi che non verrebbero in ogni caso congelati. Secondo le stime, le serrande abbassate peserebbero anche sul Pil: circa 250 miliardi di euro.


Il presupposto per il calcolo di queste somme deriva dal fatto che il 60% del Pil è legato al mercato interno, mentre che il 30% di questo mercato potrebbe subire perdite non ininfluenti.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.