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Coronavirus, perché con i test sierologici si possono ottenere falsi positivi?

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Il Ministero ricorda che lo strumento più affidabile per diagnosticare il coronavirus resta il tampone rino-faringeo.

coronavirus, test sierologici e falsi positivi

Sono ancora molti gli interrogativi senza risposta e i nodi da sciogliere per poter combattere efficacemente il SARS-CoV-2. Mentre continua la corsa per la scoperta di un vaccino (corsa a cui partecupa anche l’Italia: inizia il 24 agosto la sperimentazione sull’uomo all’Istituto Spallanzani), si lavora anche alla realizzazione di test sempre più precisi per individuare i positivi, isolarli e contenere così i contagi.

Al momento, precisa il Ministero della Saluite, lo strumento più affidabile resta il tampone rino-faringeo, che lavora sulla ricerca dell’RNA virale nell’organismo umano. Meno affidabili sono invece i test sierologici, che in molti casi possono registrare dei falsi positivi al coronavirus.

Coronavirus, il problema dei falsi positivi

A fare chiarezza è lo stesso Ministero della Salute, che sul proprio sito web ricorda che i test sierologici “non sono attualmente dirimenti per la diagnosi di infezioni in atto, in quanto l’assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un’infezione in fase precoce, con relativo rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo al test, risulti contagioso”.

Ma è possibile anche la situazione inversa, ovvero che “persone che in realtà hanno avuto altri tipi di infezioni e non COVID-19 potrebbero risultare positive alla ricerca degli anticorpi per SARS-CoV-2″. Questo a causa di una “possibile cross-reattività con altri patogeni simili (come altri coronavirus della stessa famiglia)”.

Esistono test rapidi efficaci?

Infine, il Ministero ricorda che “non esiste alcun test rapido basato sull’identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che IgG) diretti verso SARS-CoV-2 validato per la diagnosi di contagio virale o di COVID-19″.

L’Oms è al lavoro per valutare “circa 200 test rapidi basati su diversi approcci e che sono stati portati alla sua attenzione”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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