×

Covid-19, scienziati dicono no a immunità di gregge: “È pericolosa”

Condividi su Facebook

"Perseguire l'immunità di gregge per il Covid-19 sarebbe un errore pericoloso e immorale", scrive un gruppo di scienziati.

covid

In molti paesi si stanno allentando le misure di restrizione contro il Covid-19 con l’obiettivo di ottenere l’immunità di gregge. Si tratta di una politica secondo cui le persone sane dovrebbero infettarsi in modo da sviluppare gli anticorpi, mentre quelle anziane o malate andrebbero salvaguardate.

Ciò, tuttavia, presenta rischi notevoli. A illustrarli sono stati alcuni esperti in una lettera.

La lettera sull’immunità di gregge

La lettera aperta, scritta da un gruppo di 80 medici, biologi, psichiatri, psicologi ed esperti di politiche sanitarie e denominata John Snow Memorandum, è stata pubblicata sulla rivista The Lancet. Il succo del lungo discorso è chiaro: l’immunità di gregge non è la via migliore per contrastare il Covid-19.

Perseguire l’immunità di gregge – si legge – sarebbe un errore pericoloso e immorale. È un processo fallace e costoso in termini di vite umane ed economici e non fermerebbe comunque il virus, che tornerebbe più volte in nuove ondate ripetute. Sono infatti sempre maggiori le evidenze secondo cui l’immunità post-infezione al Sars-CoV-2 dura solo pochissimi mesi dal contagio, poi svanisce e il rischio di reinfezione non è remoto. 

I sostenitori di questo sistema suggeriscono che questo alla fine proteggerà i vulnerabili.

Questo è un errore pericoloso non supportato da prove scientifiche. Qualsiasi strategia di gestione della pandemia basata sull’immunità da infezioni naturali per Covid-19 è difettosa. Oltre al costo umano ciò avrebbe un impatto sulla forza lavoro nel suo complesso e sopraffarebbe la capacità dei sistemi sanitari di fornire cure intensive e di routine. Una strategia del genere non porrebbe fine alla pandemia ma si tradurrebbe in epidemie ricorrenti, come nel caso di numerose malattie infettive prima dell’avvento della vaccinazione“.

I diversi Pesi, secondo gli esperti, dovrebbero invece continuare ad attuare misure restrittive ed eventualmente nuovi lockdown. Soltanto contrastando la diffusione dei contagi, infatti, è possibile contrastare il Covid-19 prima che venga trovato un vaccino.

La trasmissione – continua – può essere mitigata attraverso il distanziamento fisico, l’uso di dispositivi di protezione per il viso, l’igiene delle mani e delle vie respiratorie, evitando la folla e gli spazi poco ventilati. Anche test rapidi, tracciamento dei contatti e isolamento dei positivi sono aspetti fondamentali per il controllo della trasmissione.

L’Oms ha sostenuto queste misure sin dall’inizio della pandemia. I lockdown, sebbene abbiano avuto un impatto distruttivo sulla salute mentale e fisica e danneggiato l’economia, sono finora stati l’unica soluzione.

Non è chiaro per quanto tempo l’immunità protettiva dura e, come altri coronavirus stagionali, Sars-Cov-2 è in grado di reinfettare persone che hanno già avuto la malattia. La trasmissione incontrollata nei giovani – conclude – rischia di portare a una diffusione importante del virus con una mortalità in tutta la popolazione“.

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:
Chiara Ferrara

Nata a Palermo, classe 1998, è laureata in Scienze delle comunicazioni per i media e le istituzioni e iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Mediagol e itPalermo.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.