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Un coronavirus nei maiali può infettare cellule umane: rischio alto

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Un nuovo coronavirus potrebbe fare il salto di specie? Lo confermano gli scienziati per il Sads-CoV, finora trovato nei maiali: quali rischi ci sono?

coronavirus maiali cellule umane

Si chiama Sads-CoV: il coronavirus dei maiali è in grado di infettare cellule umane. È quanto emerge da un nuovo studio guidato dal team di scienziati dell’Università della Carolina del Nord “Chapel Hill”. L’equipe, coordinata dal professore Ralph S.

Baric, ha dunque confermato che il rischio di spillover, ossia di salto di specie – da quella suina alla umana – è molto concreto. Per questo, c’è un’allerta stringente sugli allevamenti.

Il Sads-CoV, il coronavirus dei maiali

Il Sads-CoV è un acronimo che sta per sindrome da diarrea acuta. Si tratta di un patogeno che appartiene alla famiglia degli alfacoronavirus, non dei betacoronavirus – da cui discendono il Sars-CoV2 e altri virus che hanno colpito la specie umana.

Attualmente, il virus è letale per i cuccioli di maiale appena nati: una survey negli allevamenti ha fatto emergere, infatti, che i cuccioli di maiale al di sotto dei cinque giorni, se infettati, hanno un’altissima probabilità di morire. Il coronavirus è strettamente correlato al ceppo HKU2, che circola nei pipistrelli del tipo “a ferro di cavallo”.

Il coronavirus dei maiali nelle cellule umane

Ora c’è il rischio concreto di uno spillover, vale a dire di un salto di specie.

Lo ha certificato lo studio in questione che ha notato come, in provetta, il patogeno attacchi tranquillamente le cellule umane. Lo studio ha notato che il Sads-CoV si replica bene nelle cellule del fegato e dell’intestino, tant’è che negli animali è responsabile di una patologia gastrointestinale. Questo, però, non esclude che possa intaccare anche gli stessi polmoni. Ora il personale sta cercando di rintracciare la potenziale contagiosità del virus.

Gli esperti invitano a una estrema cautela negli allevamenti, dove questo virus potrebbe compiere il salto di specie, ora confermato.

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.

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