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Le differenze tra i tre vaccini di Pfizer, Moderna e Astrazeneca

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Sono tre i vaccini giunti alla fase della sperimentazione: Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Quali sono le differenze tra i tre prodotti?

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Per sconfiggere la pandemia da coronavirus, un alleato indispensabile è il vaccino. Al centro delle discussioni su questo tema ci sono tre nomi: Pfizer, Moderna e Astrazeneca. I tre nomi sono quelli delle case farmaceutiche che li stanno producendo, e che sono arrivate alla fase finale, quella della sperimentazione.

Ma tra i tre vaccini ci sono varie differenze: scopriamo quali.

Le differenze tra i tre vaccini

Pfizer, Moderna e Astrazeneca sono tre case farmaceutiche che hanno qualcosa in comune: quello di essere giunte quasi al traguardo, ovvero alla fase di sperimentazione del vaccino anti-covid. I tre vaccini, però, presentano differenze sia nella tecnica di realizzazione che in quella di conservazione. Per quanto riguarda il metodo, i vaccini Pfizer e Moderna utilizzano entrambi il metodo dell’RNA messaggero: un gene sintetico viene iniettato nell’organismo e ordina alle cellule di produrre la proteina Spike del coronavirus.

Questa proteina, di conseguenza, stimola la reazione del sistema immunitario. Il vaccino di Astrazeneca, invece, utilizza il metodo differente: questo vaccino sfrutta un adenovirus. Ma cos’è un adenovirus? È la versione indebolita di un comune virus del raffreddore, a cui è stata cambiata l’informazione genetica per veicolare parti del nuovo coronavirus.

Pfizer, Moderna e Astrazeneca: le differenze

Le differenze tra i tre vaccini non si fermano però al metodo. Un altro aspetto, quello della tecnologia, è da tenere in considerazione. Ancora una volta, i vaccini Pfizer e Moderna vengono accomunati. La tecnologia che questi due vaccini utilizzano è semplice e rapida, ma del tutto nuova. L’efficacia del vaccino Pfizer è del 90%, mentre quella di Moderna sale al 94,5%. La sperimentazione intermedia del vaccino di Astrazeneca ha invece dimostrato un’efficacia fino al 95%, e una “robusta risposta immunitaria nelle persone anziane”.

I metodi di conservazione

Un’altra importante variabile da considerare è quella della conservazione del vaccino. Il farmaco di Pfizer dovrà essere trasportato a -80 gradi, una temperatura talvolta difficile da ricreare e mantenere tale. Differenti sono le temperature di conservazione per il vaccino di Moderna: la casa farmaceutica ha messo a punto una tecnica per poter conservare il vaccino ad una temperatura che oscilla tra i 2 e gli 8 gradi per i primi 30 giorni di conservazione.

Il vaccino di Astrazeneca, invece, può tranquillamente essere conservato in frigorifero, ad una temperatura tra i -4 e i -8 gradi centigradi.

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.


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Alessandra Tropiano

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.

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