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Efficacia di un vaccino: cosa si intende con questo termine

Efficacia di un vaccino: tutto ciò che bisogna sapere sulle fasi sperimentali che portano a valutare l'efficacia di un vaccino

cosa si intende con efficacia del vaccino

Vaccini anti Covid in arrivo, ed ecco affiorare nelle menti, a causa dei vari nomi che sentiamo e della mole enorme di informazioni dalla quale siamo bombardati quotidianamente, la parola magica riguardante il famigerato vaccino: quale sarà la sua efficacia?

Cosa si intende per efficacia del vaccino?

Dei 18 vaccini sviluppati, tre sono quelli pù avanti nella fase 3 della sperimentazione, anche se il vaccino della Astrazeneca nelle ultime ore, sembra aver subito una battuta d’arresto a causa di errori in fase sperimentale per quanto riguarda le dosi somministrate e l’efficacia ad esse relative.

Gli altri due che potrebbero arrivare anche in Italia, sono il vaccino della Pfizer, il quale secondo i dati divulgati dall’azienda, dovrebbe avere un’efficacia pari al 95%, e il vaccino dell’azienda americana Moderna, con un’efficacia pari al 94.5%.

Ecco quindi di nuovo la parola attorno alla quale ruota una buona parte della sperimentazione clinica, ossia l’efficacia.

Ma cosa si intende con “efficacia di un vaccino”?

Secondo la Food and Drug Administration, l’equivalente dell’EMA europea, la soglia minima per presentare domanda di approvazione di un vaccino anti-covid è il 50% di efficacia, anche se altri enti, a partire dall’OMS, sperano in valori attorno al 70. Quindi secondo questa soglia, un soggetto vaccinato avrà il 50% di possibilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato. 

Ma non finisce qui, perchè l’efficacia può essere ulteriormente distinta nell’efficacia calcolata a livello sperimentale e l’efficacia poi che si riscontra in condizioni reali, su larga scala, una volta che il vaccino viene somministrato alla popolazione. 

Come viene effettuata la sperimentazione

Quando si parte con la sperimentazione, i ricercatori dividono i partecipanti in due gruppi: uno riceverà la dose del vaccino in fase sperimentale e l’altro invece una dose di placebo. Inoltre, per evitare il verificarsi di falsi positivi o negativi, ai partecipanti non sarà detto loro quale dose riceveranno, in modo che un soggetto non possa, a seguito di condizionamenti psicologici, falsare i dati clinici. 

Ogni partecipante quindi continua a condurre la sua vita normalmente, sino a quando, dopo un po’ di tempo, i ricercatori constatano quanti sono i volontari che si sono ammalati e tra questi, chi aveva ricevuto il placebo e chi il vaccino. 

Di ogni gruppo, placebo e vaccino, si calcola il rapporto tra malati/sani, e poi tramite la formula chimica propria della branca della chimica farmaceutica, si calcola l’efficacia del vaccino in rapporto percentale. 

In ogni caso, un’elevata efficacia non indica quali siano le probabilità di ammalarsi, questo perchè comunque i test vengono effettuati su un numero limitato di volontari, senza considerare tutte le variabili che sono presenti quando i dati riguardano un’intera popolazione. 

L’obiettivo nel caso del vaccino anti Covid, sarà, non fermare del tutto la malattia, perchè questo non è verosimile, ma cercare di rallentarne la diffusione il più possibile, in modo che si verifichi solo su un numero ristretto di individui. 

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