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Ipotesi allo studio dell’Oms per accelerare la ricerca sul Covid

Al vaglio degli esperti dell'Oms, l'ipotesi di contagiare dei giovani volontari sani con il Covid, in modo da accelerare la ricerca sul vaccino

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Singolare proposta quella allo studio dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità,  che farà sicuramente discutere nei prossimi giorni, soprattutto se dovesse essere approvata dagli esperti, che si riuniranno per studiarne i pro e i contro: contagiare con il Coronavirus volontari giovani sani, in modo da accelerare le ricerche sul vaccino anticovid.

Ipotesi al vaglio dell’Oms per accelerare la ricerca sul Covid

L’ipotesi al vaglio dell’Oms in questi giorni, farà sicuramente discutere: gli scienziati dell’organizzazione infatti, devono revisionare i piani che attualmente sono in vigore per lo studio sui vaccini, e sul tavolo sarà presente anche questa ipotesi: ossia contagiare con il Coronavirus volontari giovani sani in modo da accelerare le ricerche sul vaccino anticovid.

Considerando il tema delicato e che trattasi solo di ipotesi, per questa prima fase della discussione si è deciso di procedere a porte chiuse, pertanto non parteciperanno gruppi di ricerca o membri di associazioni.

Le polemiche intanto sono già esplose, tanto che l’Oms, interpellata dal Guardian, ha risposto “che si tratta solo di una consultazione tecnica mirata con presenza di esperti scientifici e che tali riunioni di solito non sono aperte al pubblico, ma che le riunioni future potrebbero includere la partecipazione di rappresentanti di gruppi e organizzazioni di cittadini”.

Pareri contrastanti

C’è molta confusione riguardo all’ipotesi di infettare o meno volontari sani, e diversi i punti di vista: per alcuni infatti sarebbe inutile procedere in questo modo, primo perchè è in arrivo il vaccino e secondo perchè si metterebbe a repentaglio la vita dei giovani volontari con una malattia, che comunque è pericolosa anche per loro.

Abbiamo visto infatti, come colpisca e, alle volte, conduca a morte anche giovanissimi. 

Per altri invece, questa tecnica sarebbe utile in quanto, infettando i giovani si ottengono risultati più rapidi rispetto a quelli di laboratorio, senza considerare le variabili con le quali è possibile venire a contatto, cosa non possibile in uno studio clinico e che dunque, secondo alcuni, porterebbe a dati più veritieri, riducendo la possibile presenza di falsi positivi o negativi. 


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