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Covid, variante scoperta nel Regno Unito: perché è più contagiosa

Nel Regno Unito è stata scoperta una nuova variante del Sars-Cov-2 alla base della seconda ondata epidemiologica che potrebbe vanificare i vaccini.

Scoperta Regno Unito

Sulla base delle ultime scoperte fatte in Gran Bretagna, la seconda ondata di coronavirus è stata causata da una variante insita in un nuovo ceppo di Sars-Cov-2, più aggressiva e caratterizzata da maggiore trasmissibilità.

Caratteristiche delle mutazioni del Sars-Cov-2

Il genoma del Sars-Cov-2 è costituito da circa 30 mila nucleotidi: ogni volta che uno di questi nucleotidi è soggetto a mutazione genetica, il virus cambia aspetto e carica virale. A questo proposito, la variante di coronavirus alla base della prima ondata epidemiologica diffusa in Europa meridionale a partire dal febbraio 2020 è stata denominata D614G e, secondo gli esperimenti effettuati dal gruppo di ricerca guidato da Ralph Baric presso l’università del North Carolina, presentava una ‘capacità di replicazione’ di circa otto volte superiore al ceppo originario di Sars-Cov-2 proveniente dalla cinese Wuhan.

Le ultime ricerche effettuate nel Regno Unito, tuttavia, dimostrano che la variante D614G è ulteriormente mutata generando il virus attualmente alla base della diffusione della seconda ondata di coronavirus.

Covid, la variante scoperta del Regno Unito

Gli esperti hanno più volte dichiarato che la maggiore immunità sviluppata dalla popolazione mondiale avrebbe, di conseguenza, costretto il Sars-Cov-2 a modificarsi continuamente per garantire la propria sopravvivenza.

Una simile condizione pare aver provocato la nascita di un nuovo ceppo, battezzato con la dicitura B.1.1.7 e individuato dagli scienziati britannici, che appaiono particolarmente allarmati dalla scoperta delle relative varianti a esso connesse.

Un’indagine preliminare condotta da alcune università inglesi ha collocato la prima apparizione del ceppo B.1.1.7 nel Kent, in data 20 settembre 2020. Da quel momento, la mutazione di Sars-Cov-2 ha proliferato fino ad essere riscontrata in circa 1.623 campioni dei quali 519 rinvenuti a Londra, 555 nel Kent, 545 disseminati nel resto per paese e 4 provenienti dall’estero, «con una proporzione di casi in aumento».

Caratteristiche delle varianti inglesi più aggressive

Il mondo scientifico inglese, inoltre, ha reso noto che il ceppo classificato B.1.1.7 presenta «un numero sorprendentemente grande di cambiamenti genetici, specialmente nella proteina spike», contro la quale sono stati sviluppati tutti i vaccini attualmente distribuiti.

Inoltre, tre delle mutazioni insite nel ceppo B.1.1.7 presentano «potenziali effetti biologici», che potrebbero modificare e incrementare la capacità di trasmissione del virus e lo sviluppo di sintomatologie gravi. La variante N501Y, ad esempio, potrebbe «aumentare l’affinità con il recettore Ace», favorendo la diffusione del contagio. La delezione 60-70del, invece, possiede la capacità compromettere la risposta del sistema immunitario umano, neutralizzandolo. Per quanto riguarda la variante P681H, infine, non sono ancora stati individuati i potenziali effetti biologici che potrebbe causare.

Sudafrica, l’annuncio della scoperta di una nuova variante

Le tensioni provenienti dal Regno Unito, inoltre, si accompagnano alle notizie diffuse dal Ministro della Salute sudafricano Zweli Mkhize che ha dichiarato quanto segue: «I nostri scienziati hanno annunciato che una nuova variante chiamata 501.V2 è stata identificata nel nostro paese. Le evidenze raccolte suggeriscono con forza che la seconda ondata in corso sia alimentata da questa nuova variante».

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