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Salvador Dalì, giudice stabilisce riesumazione della salma per test di paternità

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Una donna dichiara di essere la figlia naturale di Salvador Dalì e di una domestica e il tribunale di Madrid ordina la riesumazione del cadavere del pittore per il test di paternità.

La decisione

Evento

Strana ma interessante decisione quella del tribunale di Madrid: riesumare il corpo di Salvador Dalì per un test di paternità, dopo che una donna di nome Maria Pilar Abel Martínez, 61 anni, ha sostenuto di essere il frutto di una relazione tra il grande pittore surrealista spagnolo – scomparso il 23 gennaio 1989 nella città di Figueres, in Catalogna, dov’era nato l’11 maggio 1904 –, e una domestica. Dalì era dal lontano 1932 sposato con la modella, artista e mercante d’arte russa Gala, sua musa ispiratrice, quindi la “bambina” sarebbe nata da una relazione extraconiugale, avuta dal pittore nell’estate del 1955 a Cadaques, sulla Costa Brava, dove all’epoca viveva e dove era in vacanza la facoltosa famiglia di Figueres per cui lavorava la madre di Maria Pilar.

Quest’ultima ha anche fatto causa alla Fondazione Gala Dalì e al Ministero delle finanze spagnolo, eredi legali dell’artista catalano.

Galleria

Perché è stata decisa la riesumazione del cadavere di Dalì? La giudice l’ha ritenuta una procedura“necessaria”, perché non esistono oggetti personali dell’artista che possano essere utilizzati per prelevare un campione di DNA al fine di effettuare il test.

Dalì, morto per un attacco di cuore ad 84 anni mentre ascoltava il suo disco preferito, Tristano e Isotta di Wagner – rivelandosi quindi artista anche nella sua uscita di scena –, è sepolto nel suo Teatro-Museo di Figueres, in Plaça Gala-Salvador Dalí 5, di fronte alla chiesa di Saint Pere, dove era stato battezzato, e a pochi passi dalla sua casa natale. Non si sa ancora quando avverrà l’esumazione, ma dovrebbe avvenire in luglio, quindi presto.

Il Teatro-Museo

Edificio

Il Teatro-Museo interamente dedicato a Salvador Dalì, dove si trovano le sue spoglie ma anche la più grande collezione di opere del pittore – per quanto poche veramente importanti -, è situato dove era situato il teatro cittadino di Figueres quando lui era bambino, e dove era stata organizzata una delle sue prime esposizioni.

L’edificio venne bombardato nella guerra civile spagnola avvenuta tra il luglio 1936 e l’1 aprile 1939 e rimase in rovina finchè, nel 1960, lo stesso Dalì e il sindaco della città, decisero appunto di trasformarlo in un museo – che tuttavia comprendeva alcune parti del vecchio teatro -, per celebrare il cittadino più noto del comune catalano. L’edificio venne aperto nel 1974 e continuamente ampliato negli Anni Ottanta. Vi sono contenute, oltre alle opere di Dalì, alcune opere di altri artisti – come El Greco e Duchamp – da lui collezionate, nonché una galleria di opere del suo amico e compagno Antoni Pitxot, che divenne direttore del museo dopo la morte di Dalì, il quale è sepolto nella cripta.


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