Salvini contro Ong, duro scambio di battute sui social
Salvini contro Ong, duro scambio di battute sui social
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Salvini contro Ong, duro scambio di battute sui social

matteo salvini

Il vicepremier e due Ong con bandiera olandese hanno avuto un contrasto su Twitter. Minniti invita a usare cautela verso i "gesti simbolici".

“Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi”: lo ha scritto il ministro dell’Interno Matteo Salvini in un post Facebook con l’hashtag Chiudiamo i porti.

Salvini a Ong: “Cerchino altri porti”

Durante la mattina del 15 giugno, funzionari del Viminale avvisano Matteo Salvini della presenza sulle coste libiche di due navi delle Ong Seefuchs e Lifeline, tedesche ma con bandiera olandese; le imbarcazioni sono pronte a portare a bordo decine di migranti. Il ministro non concede l’approdo nei porti italiani. Lo annuncia usando la sua pagina Facebook: “Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti”. Il vicepremier continua precisando che “l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (…) dove dirigersi” e conclude: “Da ministro e da papà, possono attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti”.

La lite su Twitter

Una delle Ong citate nel post di Matteo Salvini, Lifeline, ha reagito tramite Twitter: “Quando i fascisti ci fanno promozione…”.

La frase è stata cancellata ma Salvini ha già replicato. “Una pseudo associazione di volontariato che dà del ‘fascista’ al vicepremier italiano? Questi non toccheranno mai più terra in italia!” La discussione continua con Lifeline che ribatte “Matteo Salvini non è fascista, ci è scivolato il mouse” e il ministro e vicepremier che rincara la dose: “Roba da matti. A casa nostra comandiamo noi, la pacchia è stra-finita, chiaro? Insulti e minacce non ci fermano”. Lo scambio è stato riportato da La Repubblica.

Toninelli: “Non hanno mezzi adatti”

Condivide la posizione di Matteo Salvini il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. L’esponente del M5S ha chiesto all’Olanda di far rientrare le due navi, non sufficientemente attrezzate per salvare vite umane: “Non hanno mezzi e personale adatto a salvare un gran numero di persone. E potrebbero mettere in pericolo equipaggi e naufraghi”. Dalla rappresentanza dell’Olanda in Unione Europea si precisa che le due Ong citate non sono olandesi e che, soprattutto, le due navi non sono state registrate nei Paesi Bassi.

Amsterdam afferma inoltre di essere preoccupata per le violazioni del codice di condotta perché, così facendo, le organizzazione non governative “sono strumentalizzate” dai trafficanti di esseri umani libici. Lo riferisce l’Ansa. Lifeline replica di aver “cooperato nel piano intervento del codice di condotta“.

ong lifeline

Minniti invita alla cautela

“I diritti e la dignità dei migranti, come quelli dei lavoratori e delle fasce più deboli della società, vanno tutelati e difesi sempre” sottolinea il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti. Il cardinale chiede di evitare “soluzioni semplicistiche” ma precisa: “Proprio perché crediamo nell’Europa alziamo la voce perché questa sfida sia assunta con responsabilità da tutti”. Non è mancata la reazione del predecessore di Salvini al Viminale, Marco Minniti, il quale, pur avendo adottato politiche severe verso le Ong, invita a usare maggiore cautela. L’ex ministro osserva che i “gesti simbolici” possono essere mal interpretati, perché ciò che “per noi può apparire una cosa comprensibile, per altri può apparire come un’offesa” e ricorda: “Qualche anno fa, ci fu un ministro italiano (Roberto Calderoli, Lega, ndr) che si mise una maglietta con una vignetta sull’Islam pensando di fare un gesto simbolico.

Dopo qualche ora fu assaltato il consolato italiano a Bengasi. Ci furono undici morti”. La Libia era governata da Gheddafi, “che tutto si può dire tranne che non controllasse i territori”.

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