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Salvini: possibile reintroduzione del servizio militare

Il comizio del Ministro dell'Interno Matteo Salvini a Lesina: reintroduzione della leva militare e giustizia per la capotreno di Trenord.

Salvini
Ministro dell'Interno - Matteo Salvini

“Vorrei che oltre ai diritti tornassero a esserci i doveri”: questa è la frase cruciale che ha contraddistinto l’intervento del Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini durante lo svolgimento di un comizio a Lesina, un piccolo paese nel nord della Puglia. Il segretario federale della Lega ha infatti parlato di una valutazione del ritorno della leva obbligatoria e del servizio civile per le giovani generazioni, portando come motivazione principale della scelta la mancanza di un’educazione ferrea da parte delle famiglie appartenenti alla società in cui viviamo oggi.

Soldati

Le parole di Salvini

E’ una dichiarazione molto forte quella fatta da Matteo Salvini, che non lascia spazio a interpretazioni.”Facciamo bene a studiare i costi, i modi e i tempi per valutare se, come e quando reintrodurre per alcuni mesi il servizio militare, il servizio civile per i nostri ragazzi e le nostre ragazze così almeno impari un po’ di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnarti” dice infatti il leader del Carroccio, prendendo una posizione netta riguardo ad un tema che ha fatto molto discutere negli ultimi anni come quello della reintroduzione della leva obbligatoria. Si apre dunque un nuovo panorama per quanto riguarda l’educazione, ma non solo.

treno

L’annuncio della capotreno

Il monologo del leader della Lega è poi proseguito, portando il ministro ad esprimersi sullo scandalo che ha recentemente coinvolto una capotreno al servizio di Trenord: la donna, pur non essendo a rischio licenziamento, è stata infatti ripresa, e verrà probabilmente sanzionata secondo la decisione di una commissione disciplinare interna all’azienda, a causa di un annuncio considerato da molti di dubbio gusto. Ella, durante il suo turno di lavoro sul regionale 2653 Milano-Cremona-Mantova, nella giornata di martedì 7 agosto, avrebbe infatti acceso il microfono di bordo, recitando le parole incriminate: “I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. E agli zingari: scendete alla prossima fermata perché avete rotto i coglioni”.
L’evento è stato sottoposto all’attenzione pubblica grazie ad un post su Facebook, pubblicato da un passeggero indignatosi per l’accaduto e per la poca professionalità della donna sul luogo di lavoro.

Essendo stata poi individuata l’identità della capotreno dopo poche ore dall’accaduto grazie ad un’indagine interna di Trenord , ella si è prontamente scusata, aggiungendo che il tutto potrebbe essere stato scatenato da una disattenzione: l’impiegata afferma di non essersi accorta del fatto che il microfono fosse in funzione, lasciando intendere dunque che la sua intenzione fosse quella di far ascoltare l’annuncio solo ad un numero limitato di persone.

Lo scoppio della polemica

L’annuncio ha creato, come c’era da aspettarsi, una bufera mediatica non indifferente, attirando così anche la particolare attenzione del Ministro dell’Interno, che è prontamente intervenuto in difesa della donna, portando all’attenzione dei suoi elettori il post del passeggero indignato e annunciando a RaiNews24 da Lesina che, secondo lui, “la capotreno andrebbe premiata perché ha difeso il diritto a viaggiare sicuri”, confermando ancora una volta la sua visione estremamente incentrata sulla precedenza all’italianità, fonte da sempre di malintesi e talvolta di azioni legali. Incisiva è stata, fin da subito, la risposta dell’autore del post di Facebook alla mobilitazione di Salvini: “Mi aspetterei che il ministro garante dell’ordine pubblico e della sicurezza del mio Paese, facesse qualche cosa per garantire anche la mia incolumità. Invece la gente che mi insulta e mi minaccia e questo avviene anche perché la pagina ufficiale della Lega e di Salvini ha indirizzato tutte queste persone sulla mia bacheca Facebook” si lamenta infatti l’uomo, mettendo in luce aspetti del comportamento del vice-premier che già nel periodo scorso erano stati fonte di critiche, nonostante il grande consenso raccolto dalla Lega in questi mesi. Dopo la particolare attenzione per la questione sulle diciture dei moduli per la richiesta della carta d’identità elettronica, Salvini ritorna dunque al centro delle polemiche per le sue posizioni molto nette e, per certi versi, considerate estreme, questa volta però come parte attiva del governo e non come opposizione totalmente passiva.


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