Salvini, se vince il no subito alle urne. Pronto a guidare il centro destra
Salvini, se vince il no subito alle urne. Pronto a guidare il centro destra
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Salvini, se vince il no subito alle urne. Pronto a guidare il centro destra

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Parlando a Radio Radicale, il leader della Lega Matteo Salvini ha chiarito come la pensa su alcuni argomenti fondamentali.

Si trova nel vivo della campagna elettorale il leader della Lega Matteo Salvini. A circa due settimane dal voto del prossimo 4 dicembre, il referendum costituzionale è al centro del dibattito politico e Salvini si sta ponendo come uno degli esponenti più attivi di questo delicato momento.

Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio Radicale, il leader della Lega ha parlato del referendum del 4 dicembre come sostenitore del no, approfittandone per alcune significative puntualizzazioni.

Referendum costituzionale: se vince il no, si va subito alle urne, con qualunque legge elettorale

In primo piano c’è la risposta alle accuse che Matteo Renzi ha rivolto al fronte del no, definito un’accozzaglia che mette assieme persone diversissime (il premier ha fatto l’esempio di D’Alema e Beppe Grillo) e prive di un vero progetto politico.

Matteo Salvini ha dichiarato che, in caso di vittoria del no, “è ovvio che si sarà un riflesso”. “In un paese normale”, ha spiegato, “se vince il no, Renzi si dimette e si torna al voto con qualunque legge elettorale, altrimenti stiamo lì a parlare per un anno”. In sostanza d’accordo con il presidente del Consiglio sulla necessità di evitare governi tecnici o intermedi: “un governo di scopo”, ha dichiarato Salvini, “non avrebbe mai i voti della Lega”.

Primarie centro destra: pronto anche domani a spiegare il programma della Lega

E proprio in vista di una possibile tornata elettorale, a fronte di un ritorno al tema delle primarie del centro destra, Matteo Salvini si è dichiarato “pronto”, “pronto anche domani a presentarmi spiegando il mio programma”. “In Francia”, dove al momento sono appunto in corso le primarie per il candidato presidente, “è rimasto fuori quello riciclato trenta volte. Le minestre riscaldate non piacciono a nessuno.

Sceglieranno gli elettori. Io sono in contatto costante con Marine Le Pen e penso che possa giocarsi la partita”.

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