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San Lorenzo, il degrado di un quartiere abbandonato dal Comune

Il quartiere di San Lorenzo lo conoscono tutti, turisti compresi. Per la movida notturna a Piazza dell’Immacolata, per ristoranti, bar e pizzerie che fanno a gara per conquistarsi la massa di universitari che, usciti dalle aule dell’Università La Sapienza, vanno in pausa pranzo. Ma si conosce anche per il cimitero del Verano e per la basilica di San Lorenzo fuori le mura e per essere stato il fulcro delle contestazioni studentesche, oltre ad avere qui sede Lotta Continua, movimento extraparlamentare della sinistra.

Purtroppo, agli oneri della cronaca, il rione popolare ci finisce quotidianamente per le lamentele dei residenti, stanchi del degrado e della criminalità che ruota sempre più spesso intorno al traffico di droga. Nella sola notte tra lunedì e martedì il blitz della polizia, nelle piazze e nelle vie del quartiere, ha condotto all’arresto di 9 spacciatori di marijuana colti in flagranza di reato.

Controlli incrociati anche nelle sale giochi e nei locali della zona, setacciati dagli agenti in borghese mimetizzati tra la folla di giovani e da quelli in divisa accompagnati dalle unità cinofile che hanno permesso il ritrovamento di migliaia di dosi, nascoste nei posti più impensabili. Slip, cabine dell’Acea, guanti e all’interno dell’area occupata dell’ambasciata di via dei Villini, alcuni dei rifugi sicuri.

Droga, ma anche parcheggi abusivi, aggressioni, bottiglie di vetro rotte e lanciate contro le auto parcheggiate o le finestre degli appartamenti, ubriachi senza senso civico così come schiamazzi, urla e musica a tutto volume di giovanissimi che in gruppetti festeggiano una stupidità collettiva.

Quello che è stato messo su come un quartiere popolare, sta diventando un ghetto dove si raduna l’inciviltà e il degrado urbano, sotto gli occhi del Campidoglio e delle forze dell’ordine che, secondo i cittadini, dovrebbero avere la piena responsabilità nel mantenere il decoro per il quiete vivere.

San Lorenzo fu bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale, e gli operai, i ferrovieri e gli artigiani di allora lo ricostruirono, aprendolo ad artisti come Pasolini e Moravia e alla sensibilità della Casa dei bambini di Maria Montessori.

Oggi i residenti esasperati chiedono a gran voce una mobilitazione del Comune, per ricostruire la dignità di un quartiere divenuto sede della malavita romana e ghetto per “sballati” da sabato sera.


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