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Sanremo 2017, Virginia Raffaele imita Sandra Milo e fa ridere l’Ariston

Sulle note della colonna sonora di Amarcord di Federico Fellini, a Sanremo 2017 è tornata ospite sul palco dell’Ariston, dopo il grandissimo successo dell’anno scorso, Virginia Raffaele con una perfetta imitazione di Sandra Milo “intervistata” da Carlo Conti. Dopo aver esordito con un paio di battute spinte, Virginia Raffaele – Sandra Milo, con abito e rossetto rosso fuoco, è stata fatta accomodare su una seggiola e il presentatore del Festival ha ricordato che l’attrice ha trascorso una vita accanto agli uomini più grandi del Novecento: “Rossellini, Fellini, De Sica, Flaiano, Totò, Mastroianni …” e lei ha precisato su Totò “No Totò no… Ah, tu parlavi di recitare.. Allora sì, anche Totò”. Battuta maliziosa sulle numerose relazioni avute dalla Milo, infatti, ha osservato Carlo Conti, “Non hai mai fatto mistero del tuo ruolo di amante”.

E lei ancora: “E’ così, non si dicono le bugie – risponde – c’è stato Fellini, Craxi, nel frattempo tre mariti… Tu dirai che noia? Sì, ma avevo anche due ‘trombamici’ “. Altra battuta divertente è stata quando la Raffaele –Milo ha detto di avere “tanti ricordi” della sua vita, ma ha anche aggiunto che in effetti “quel tempo non è mai passato, perché alla fine, come si dice, le cose belle non finiscono mai … Infatti domani qui finite, vero?”. Poi ha cantato la sigla di una famosa trasmissione per bambini che conduceva, “Piccoli fans”, dopo aver annunciato che l’avrebbe interpretata con il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano dello Zecchino d’Oro – ospite ieri in studio –: ma al suo posto c’era un gruppo di persone adulte.

La sigla del programma TV è passata poi alla famosa marcetta di 8 1/2 di Fellini, altro film entrato nella storia del cinema italiano in cui Sandra Milo ha recitato. Alle prime note del brano, si è anche sentita la voce del grande regista con la sua frase, pronunciata durante il dialogo sulla musica avuto con Lucio Dalla il 25 ottobre 1990 nel il programma “Studio 2″ su Radio Stereo Stereo Due: “Io sono convinto che alla fine della vita, se ci fosse concesso di dire qualche cosa (…), se uno fosse completamente sincero, uno direbbe una canzonetta”. Infine sono comparsi ballerini in abiti circensi e giocolieri di felliniana memoria e la Raffaele – Milo se n’è andata via con loro. Nel corso dell’esibizione è stato salutato il Maestro Beppe Vessicchio, che quest’anno, dopo tanto tempo, non dirige l’orchestra del Festival, ma è stato comunque invitato da Carlo Conti come ospite.


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