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Sanremo: sintesi terza serata

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Oltre 15 milioni di spettatori per uno share del 50%. Numeri altissimi per la terza serata del Festival, quella dedicata ai 150 anni dell’unità d’Italia. A trainare in alto la puntata la performance di Roberto Benigni (il picco più alto della puntatona di oltre 4ore). Il resto puro contorno (Dopo le 23 finita l’attesa, gli ascolti calano bruscamente).
Tutti i cantanti hanno eseguito dei pezzi del repertorio storico italiano e la canzone più apprezzata, in questa gara nella gra, è stata la versione di Va Pensiero eseguita da Albano.

Benigni ha fatto ridere con della satira su Berlusconi salvo poi dedicarsi, come promesso, alle celebrazioni dell’unità con la spiegazione dell’inno di Mameli e l’escursus storico dei personaggi illustri. Tanta cultura proporzionata all’entusiasmo messo da un Benigni capace di commuovere.
Anche Luca e Paolo hanno messo da parte la verve comica proponendo “gli indifferenti” di Gramsci-

Per il resto soliti intoppi, gaffe e blocchi nella conduzione.

Ripescati Al Bano e la Tatangelo.
Belen danza omaggiando il cinema italiano con un brano tratto da Nine, il musical di Hollywood su Fellini.

Stasera canzoni riarrangiate con i duetti. L’esclusione di Patty Pravo compromette la presenza di Morgan sul palco che attendeva di tornare per il grande riscatto.
Ospiti i Take That, Robert De Niro e Monica Bellucci


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