Sant'Ambrogio di quali città è patrono
Sant’Ambrogio di quali città è patrono
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Sant’Ambrogio di quali città è patrono

patrono di Milano

La leggenda di Sant'Ambrogio, patrono di Milano e di diverse altre istituzioni e cittadine, è intrinsecamente legata alla storia della Chiesa. Scopriamo qualcosa in più sulla sua vicenda.

Il 7 dicembre si festeggia Sant’Ambrogio, famoso patrono di Milano. Oltre che essere il protettore del capoluogo lombardo, però, Sant’Ambrogio è patrono di molte altre cittadine e istituzioni. Il santo, infatti, protegge l’intera regione Lombardia, Vigevano, Alassio, Monserrato, Cerami e diverse altre cittadine minori. Al suo culto sono associati riti e cerimonie che ne celebrano la grandezza e la bontà. Il Santo ha speso la sua vita al servizio della Chiesa, diventandone funzionario, vescovo e grande teologo. Sant’Ambrogio, inoltre, è uno dei dottori della Chiesa, nonché protettore degli apicoltori. Scopriamo, allora, qualcosa in più sulla sua figura.

Sant’Ambrogio, patrono di Milano

Sant’Ambrogio, patrono di Milano, nacque tra il 339-340 a Treviri, da una nobile famiglia romana (il padre era prefetto del pretorio delle Gallie). Della sua infanzia è stato tramandato, in particolare, un episodio. Si narra, infatti, che quando aveva solo pochi mesi, uno sciame d’api abbia portato del miele alla sua bocca, nutrendolo.

È legandosi a questo episodio che Sant’Ambrogio è stato nominato protettore degli apicoltori. Dopo gli studi di avvocatura, gli venne dato l’incarico di governatore a Milano. Quando nel 374 morì il vescovo Aussenzio, l’equilibrio che fino a quel momento sembrava regnare tra ariani e cattolici, improvvisamente venne meno. Ne nacque un acceso diverbio che solo Ambrogio riuscì a placare, guadagnandosi immediatamente ottima fama. Secondo la leggenda, fu in quel momento che un bambino in chiesa gridò “Ambrogio vescovo!” con l’appoggio del popolo. Ambrogio, però, in un primo momento rifiutò l’incarico poiché si sentiva impreparato. Fu soltanto l’intervento dell’imperatore Flavio Valentiniano a fargli accettare l’incarico. Dopo sette giorni fu battezzato il 7 dicembre 374 e venne ordinato vescovo.

Sant’Ambrogio vescovo

Dopo la nomina a Vescovo, Ambrogio rinunciò del tutto alla mondanità. Come atto di umiltà, decise di donare i suoi averi e i possedimenti terrieri tenendo solo il necessario per il sostentamento della sorella Marcellina.

Fu un uomo colmo di carità per il prossimo famoso per la sua benevolenza nei confronti di coloro che necessitavano delle sue cure. Si dice che per liberare dei prigionieri, abbia rotto vasi sacri contenenti tesori di cui usò il ricavato per pagare liberazione. A lui si deve l’introduzione di canti ed inni nella liturgia sacra denominata ambrosiana, che leggermente si discosta da quella romana.

Le leggende legate a Sant’Ambrogio

Un’altra leggenda racconta che Sant’Ambrogio apparve a Parabiago il 21 febbraio 1339 nel corso della “celebre battaglia”. A cavallo e brandendo una spada seminò il panico tra la Compagnia di San Giorgio, capitanata da Lodrisio Visconti. Si narra che il suo intervento abbia permesso alle truppe milanesi del fratello di Lodrisio, Luchino, e di suo nipote, Azzone, di vincere. Per questo motivo, a Parabiago venne edificata una chiesa in suo nome. La stessa leggenda è narrata in una formella della porta del Duomo di Milano.

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