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Sanzioni alla Russia: cosa sono e a quanto ammontano

Le sanzioni alla Russia sono al momento molto leggere, ma Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Ue, valutano nuovi interventi contro Putin.

Sanzioni alla Russia

La via delle diplomazia nel conflitto tra Russia e Ucraina ha fin qui fallito, con il clima tra i due Paesi che è diventato decisamente più teso dopo che Vladimiri Putin ha deciso di invadere, di fatto, l’Ucraina nella zona del Donbass.

La missione, ufficialmente, sarebbe di pace, con il Cremlino che avendo riconosciuto nella giornata di iere le repubbliche filo russo di Donetsk e Luhansk sarebbe riuscito ad entrare in Ucraina sfruttando il mutuo soccorso, senza però ufficialmente aver invaso il Paese. L’Occidente, in tutto questo, sarebbe pronto ad applicare dure sanzioni contro la Russia, anche se al momento un primo pacchetto firmato dagli Stati Uniti di Biden risulta davvero irrisorio.

Le possibile sanzioni per la Russia

Nello specifico, stando a quanto riferito dal Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Antony Blinken, sono stati vietati tutti i nuovi investimenti, scambi e finanziamenti da parte degli statunitensi “verso, da o nelle cosiddette regioni dell’Ucraina delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”.

Misure senza dubbio poco rilevanti in questa fase, che rappresenterebbero però solo l’apripista.

Sanzioni alla Russia, come si muovono gli Stati

Stati Uniti ed Unione Europea pensano a misure coordinate, ma mancano ancora gli accordi. Al momento, Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue per la politica estera,ha fatto sapere che le sanzioni sono pronte e che “si terrà un Consiglio degli Affari Esteri” dove lo stesso politco europeo si aspetta il “voto unanime dei Paesi membri”.

Sanzioni alla Russia sul settore tecnologico

Insieme a Stati Uniti ed Unione Europea ci sono anche il Canada e il Regno Unito, con l’obiettivo delle sanzioni che dovrebbe riguardare in particolar modo il comparto tecnologico. Nello specifico si fa riferimento alla componentistica che servirebbe alla Russia per l’ammodernamento del Paese. Grande attenzione poi anche al settore energetico, con il Cremlino che fornisce ad alcuni Paesi europei grandi quantitativi di gas (all’Italia il 40%), con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini di effetti in negativo nel cuore dell’Europa.

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